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9 maggio 2006

“Fantasia in/formazione”: giornata di studio a Romatre

Fantasia – Facoltà della mente umana di interpretare liberamente i dati forniti dall’esperienza, o di rappresentare contenuti inesistenti in imFantasia – Facoltà della mente umana di interpretare liberamente i dati forniti dall’esperienza, o di rappresentare contenuti inesistenti in immagini sensibili.
(“Lo Zingarelli, vocabolario della lingua italiana”, Zanichelli)

L’esercizio della fantasia nasce dalla capacità dell’individuo di fare relazioni tra le cose. Alla base di ogni prodotto della fantasia c’è, quindi, la conoscenza.

“Molta gente crede che i bambini abbiano una grande fantasia perché vede nei loro disegni o sente nei loro discorsi, delle cose fuori dalla realtà. Oppure crede alla grande fantasia dei bambini perché loro, gli adulti, sono ormai talmente condizionati e bloccati che mai potrebberro pensare a cose simili. In realtà, anche in questo caso, il bambino fa un’operazione molto semplice: proietta tutto quello che sa su tutto quello che non conosce a fondo. Il bambino mangia, piange, dorme, parla con la mamma, fa la cacca, cammina, dorme. Per lui, che non conosce il mondo, qualunque cosa ha le sue stesse qualità: la palla grande sarà la mamma della palla piccola. Se la palla si sporca vuol dire che si è fatta la cacca addosso. La palla avrà freddo o caldo come lui, e via dicendo. Questa non è fantasia, ma proiezione del proprio mondo noto su ogni cosa.”
(Bruno Munari, “Fantasia”)

La fantasia è il tema proposto quest’anno dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO e dalla Filiera Educativo-Pedagogica della Facoltà di Scienze della Formazione di RomaTre che, il 5 maggio, ha indetto una giornata di studio dal titolo “Fantasia in/formazione”, in concomitanza con la “Giornata Mondiale UNESCO del Libro e del Diritto d’Autore 2006” e con l’avvio dell’anno “Torino con Roma World Book Capital”. Lo scopo della Giornata del Libro è quello di promuovere attività, iniziative, dibattiti e confronti su tutto quello che ruota intorno al mondo “libro”, strumento indispensabile per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza e del dialogo tra le culture. Il tema della fantasia si inserisce in questa dichiarazione di intenti come il terminale ultimo, il prodotto finale di un percorso che, attraverso l’elaborazione delle conoscenze acquisite dalla lettura e dall’esperienza dei laboratori creativi, permette agli individui di comunicare con il proprio “sensibile” e di mettere in scena una rappresentazione della realtà “laterale”, terreno sul quale si gioca il futuro della società multiculturale e globalizzata.
I relatori intervenuti hanno esposto le loro esperienze teoriche e pratiche affrontando il tema da più prospettive: Giovanni Rocci, professore di Storia della Filosofia ed Estetica, ha analizzato la distinzione junghiana tra “arte psicologica” e “arte visionaria” e la funzione svolta dalla fantasia creativa nell’espressione estetica; Merete Amann Gainotti, ordinario di Psicologia dello Sviluppo e di Psicologia dell’Educazione, ha descritto alcune modalità di elaborazione del reale e di pensiero “fantasiose” di bambini della scuola elementare; Fabrizia Abbate, insegnante di Estetica, ha sviluppato una riflessione sul pensiero della filosofa Martha Nussbaum sull’immaginazione creativa della narrazione.
Importante l’approccio multidisciplinare e multimediale alla riflessione: Raffaele Pozzi, professore di Musicologia e Storia della Musica, ha analizzato la definizione beethoveniana “quasi una fantasia” associata alla sua Sonata per pianoforte op. 27 n. 2 detta “Al chiaro di luna”; se Matteo Villanova, psichiatra e sessuologo, ha tracciato le linee guida nella valutazione degli effetti di internet sullo sviluppo della personalità nell’età evolutiva, Furio Ferri, esperto di arredamento e design, ha lanciato la sfida di riconquistare gli “spazi del gioco”, attraverso la riqualificazione del cortile, della strada, della piazza, come luoghi di aggregazione e di stimolazione ludica.
L’importanza del luogo è anche una delle direttrici principali del programma del POF (Piano dell’Offerta Formativa), con il progetto di Marina Pozzi, insegnante di scuola elementare e laureata in Scienze dell’Educazione. Il progetto è focalizzato sul ruolo centrale della biblioteca scolastica come spazio di incontro, di lettura e di riscrittura fantastica attraverso più linguaggi espressivi e sull’importanza della lettura ad alta voce dell’adulto al bambino, considerata non come prestazione tecnica, ma momento di scambio e modulazione reciproca che instaura dinamiche affettive e sviluppa l’immaginazione del bambino. “Storie della presitoria” di Alberto Moravia è il concorso presentato da Marina Pozzi in collaborazione con Maria Ferri del Fondo Moravia, che ha visto i bambini cimentarsi nella riscrittura delle favole dell’autore romano, da cui è nato un DVD, diretto dalla stessa Pozzi, le cui immagini sono state proiettate nel dell’intervento.

“È intervenuta la civiltà di massa. La massa, la forza del numero, esclude la qualità e viceversa. Il bambino è disprezzato, proprio perché si avverte che ce ne sono tanti e ce ne saranno sempre di più”.
Alberto Moravia

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