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19 maggio 2006

Giornata Nazionale Donazione Organi

L’unica certezza che davvero abbia un senso sulla terra, è quella della vita. Dietro questa, ma non nascosta, implicita, sta la morte. Sono queL’unica certezza che davvero abbia un senso sulla terra, è quella della vita. Dietro questa, ma non nascosta, implicita, sta la morte. Sono questi i temi che hanno importanza fondamentale, benché non si rifletta, a riguardo, tutti i giorni: entrambi, in fondo, sono scontati, naturali, scorrono insieme al tempo. Eppure migliaia di persone si trovano ad affrontare invece quotidianamannte pensieri su questi argomenti, ragionando, lontano dai massimi sistemi, in un’ottica concreta, legata a casi reali. Persone che hanno un contatto strettissimo con le difficoltà di una vita in bilico, che sia la propria, o quella molto vicina di qualcun’ altro. Sono persone toccate da disfunzioni o patologie che minano la funzionalità dei loro organi vitali, e che hanno bisogno, dunque, di un aiuto esterno per continuare a vivere normalmente. Così, i trapianti: sostituire un organo non funzionante con uno sano, che possa garantire la sopravvivenza in condizioni più o meno normali. E proprio per questi, il 14 maggio scorso, la Giornata Nazionale Donazione Organi. La nona edizione, questa, di un’iniziativa che si è tenuta in numerose città d’Italia, con l’obiettivo proprio di sensibilizzare riguardo questi temi, rendendo chiaro quanto siano legati ai concetti di solidarietà ed altruismo, inteso come valore di pura reciprocità. Eppure in molti casi c’è ancora ignoranza da parte di chi vive queste iniziative non in prima persona: molti vedono l’idea del trapianto, e quindi della donazione, con timore non reverenziale ma piuttosto egoistico, senza contare che il prelievo si esegue solamente su persone decedute per lesioni cerebrali irreversibili o per prolungato arresto circolatorio, solo dopo aver stabilito con certezza la cessazione delle funzioni cerebrali di un individuo, constatandone, dunque, la morte. Per il decreto ministeriale 582/1994, sono stabilite rigide norme che permettano con sicurezza di accertare la effettiva fine delle funzioni vitali: impossibile sbagliare. Una buona occasione, questa giornata appena trascorsa, anche per dare il proprio assenso alla donazione degli organi dopo la morte, come era possibile fare, per esempio, a Napoli, dove, a piazza Dante, erano stati organizzati diversi banchi da parte di volontari appartenenti a organizzazioni eterogenee, ma legate a queste tematiche: Aned, Acti,Manuel, Atom ed altre, hanno distribuito materiale informativo per diffondere il più possibile questa cultura di volontariato, ed accogliere chiunque volesse sottoscrivere il proprio assenso alla donazione.

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