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18 maggio 2006

“La Sapienza” ospita le università tedesche

E’ partita il 18 maggio una due giorni di visita delle maggiori università tedesche, tra le quali quelle di Bonn e quella di Monaco. Sono statiE’ partita il 18 maggio una due giorni di visita delle maggiori università tedesche, tra le quali quelle di Bonn e quella di Monaco. Sono stati organizzati davanti alla statua della Minerva degli stand di presentazione di materiale dei maggiori atenei tedeschi. Ai partecipanti viene rilasciato materiale informativo per approfondire la conoscenza della didattica e di tutta l’offerta formativa delle università tedesche. Uno stand è stato lasciato al “Goethe Institut” di Roma, che da anni prosegue la sua attività di tramite fra le università tedesche e quelle italiane. L’incontro parte dalle prospettive di migliorare il rapporto e i collegamenti necessari fra le università italiane, rappresentate da “La Sapienza” e gli atenei tedeschi, per agevolare la mobilità degli studenti sia italiani che tedeschi, ai quali serve sicuramente un’esperienza all’estero che sia veramente formativa. Sono state presentate da ambo le parti delle esigenze, che sono soprattutto richiami da parte delle strutture universitarie straniere, che hanno lamentato una carenza di informazione per gli studenti che vorrebbero accrescere la loro conoscenza anche all’estero, di tutto ciò che offre sia la propria università che quella straniera. Le esigenze che sono state presentate vanno dalle borse di dottorato e post-dottorato italiani che dovrebbero avere uguali importi e persino superiori a quelli tedeschi; le strutture d’accoglienza per gli studenti stranieri in modo che l’Italia e le sue università possano competere con il livello già molto buono presente negli atenei tedeschi. Inoltre, si è lamentata da parte tedesca una facilitazione nel completamente degli accordi e una maggiore chiarezza per la compilazione dei bandi. Altre “bestie nere” della burocrazia italiana che ancora non vengono digerite all’estero sono la complessità dei formulari, per ottenere finanziamenti alla ricerca, in progetti di dottorato in co-tutela, ma anche la stessa mancanza di un addetto ai lavori di segreteria affinché la partenza dei giovani universitari venga facilitata da una comunicazione più diretta. Infine, manca in Italia anche la stessa equipollenza del titolo “Hifskrafit” (forza ausiliare), che le università tedesche danno ai giovani laureandi o laureati che portano avanti un valido progetto di ricerca. Nonché anche i finanziamenti alla ricerca che in Italia sono sempre scarsi rispetto a quelli delle università straniere. Si spera che con questi incontri, tra le varie università italiane e quelle straniere, possano avvenire tutti questi cambiamenti che darebbero più motivazione e più valore allo studio e alla ricerca dei giovani laureati sia italiani che stranieri.
Per informazioni si veda la pagina online sul sito de “La Sapienza”: www.uniroma1.it/internazionale/relazioni/ convegni/giornate_it.htm

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