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9 maggio 2006

LIUC: In visita i parroci dei Decanati di Busto Arsizio e Legnano

Si è svolta questa mattina, all’Università Carlo Cattaneo – LIUC una visita da parte dei parroci del Decanato di Busto Arsizio e LegnanoSi è svolta questa mattina, all’Università Carlo Cattaneo – LIUC una visita da parte dei parroci del Decanato di Busto Arsizio e Legnano, guidati da Monsignor Claudio Livetti, prevosto di Busto Arsizio e da Monsignor Carlo Galli prevosto di Legnano. Ad accoglierli il Rettore Gianfranco Rebora, l’Amministratore Delegato Antonio Colombo e il Cappellano dell’Università Don Michele Aramini. L’incontro segue a quello organizzato a marzo con i Parroci del decanato della Valle Olona. L’idea è scaturita dai contatti abituali che il Decano di Castellanza Don Pino Marelli parroco di San Giulio, ha con i vertici dell’Università e si inquadra nelle azioni che quest’ultima svolge per aprirsi il più possibile al territorio e all’ambiente sociale nel quale è radicata.
L’Università è un luogo frequentato da un gran numero di giovani. “La cappellania – ha ricordato anche in questa occasione Don Michele Aramini – svolge un’importante attività pastorale paragonabile a quella di una parrocchia di grandi dimensioni nella gestione del rapporto con i giovani. Sono numerosi quelli che si rivolgono al cappellano e tra questi – particolarità dei giovani che frequentano l’Università – è la circostanza che diversi sono quelli appartenenti a diverse nazionalità, etnie e religioni. La LIUC è frequentata, infatti, da un centinaio di studenti stranieri provenienti da ogni parte del mondo che frequenta a Castellanza periodi di studio. Io mi trovo dunque a dialogare con giovani non solo cattolici, ma luterani, ortodossi e anche di religione musulmana”.
L’Amministratore Delegato Antonio Colombo ha ripercorso le origini dell’Università, frutto dell’impegno dell’imprenditoria locale perché questo territorio, tra i più industrializzati d’Europa, fosse dotato di un’istituzione accademica che contribuisse a mantenerne elevata la competitività attraverso la preparazione manageriale dei giovani, futuri quadri e dirigenti d’impresa, oltre che di quei professionisti – commercialisti, avvocati, notai, magistrati, ingegneri – che abitualmente si rapportano con le istituzioni economiche. Il Rettore Gianfranco Rebora ha poi illustrato le caratteristiche dell’impianto scientifico e didattico dell’Università e insieme ad Antonio Colombo, ha fornito i dati salienti che ne illustrano l’attuale attività: 2.500 studenti, circa 350 docenti, un centinaio tra personale amministrativo e tecnico, che compongono nell’insieme una comunità di oltre 3.000 persone. Poi i 650 stage effettuati nel 2005 dagli studenti nelle imprese, nelle istituzioni finanziarie, negli studi professionali, nella pubblica amministrazione; il milione e duecentomila euro di borse di studio distribuite nel corso dell’ultimo anno; i 468 posti letto della residenza universitaria, che consentono di ospitare non solo gli studenti che provengono dalle regioni più lontane della penisola (il 30% degli iscritti giunge da fuori della Lombardia, un dato che pone la LIUC ai primi posti a livello nazionale), ma anche, come detto, i numerosi studenti stranieri che controbilanciano, in regime di reciprocità, gli altrettanti studenti LIUC che svolgono semestri di studio presso Università all’estero.
A domanda se la LIUC possa occuparsi anche di quella formazione utile a migliorare l’attività degli enti locali e della pubblica amministrazione, il Rettore Gianfranco Rebora ha risposto illustrando quanto la LIUC fa, da sempre, attraverso il proprio centro di ricerca sulla Pubblica Amministrazione e i propri Master rivolti al management della Sanità. La LIUC sviluppa, secondo la propria mission, cultura d’impresa, ma da sempre si è proposta di contribuire a diffondere i valori dell’efficienza e dell’efficacia propri della cultura aziendale anche nel settore pubblico, nella convinzione che non possa esserci sviluppo per il settore privato senza un parallelo miglioramento nella gestione della cosa pubblica.
I decani di Busto Arsizio e Legnano hanno evidenziato quanto l’istituzione accademica possa aiutare i parroci a comprendere i macro fenomeni dell’economia. Ciò permetterebbe loro di saper affrontare nella quotidianità disagi sociali con cui vengono a contatto ogni giorno, dovuti in particolare a chiusure di impianti industriali, riqualificazione professionale, reinserimenti lavorativi.
I parroci hanno anche sottolineato lo stretto legame, che non deve mai mancare, tra etica ed economia e quanto sia necessario che si lavori sinergicamente per fornire occasioni di approfondimento culturale e anche di formazione per quanti operano sul territorio.
In occasione dell’incontro da parte dei parroci presenti è stato espresso approvazione per l’iniziativa: la LIUC è stata riconosciuta come una realtà importante sul territorio, dinamica e aperta che merita di essere meglio conosciuta anche dai sacerdoti.

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