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29 maggio 2006

Palma d’oro a Ken Loach

Con The Wind that Shakes the Barley, Ken Loach vince a sorpresa la 59ª edizione del Festival di Cannes. Il film, che narra la crude realtà

Con The Wind that Shakes the Barley, Ken Loach vince a sorpresa la 59ª edizione del Festival di Cannes. Il film, che narra la crude realtà sociale irlandese durante la guerra civile, è stato premiato all’unanimità dalla giuria presieduta dal regista cinese Wong Kar-Wai, ex vincitore del premio regia nel ’97 con Happy Together. Nel colleggio dei giurati, anche l’attrice ed ex modella Monica Bellucci, la quale si è battuta a denti stretti fino all’ultimo per difendere i colori italiani, rappresentati sulla Croisette da Il Caimano di Nanni Moretti e L’amico di Famiglia di Paolo Sorrentino, entrambi tornati a casa a mani vuote.
Nella conferenza stampa che ha seguito la premiazione, con una certa commozione Ken Loach ha voluto ringraziare la giuria per il riconoscimento attribuitogli: “E’ bello ed eccitante che una storia vera che parla di lacerazioni ma anche di desiderio di pace possa uscire da questo festival con un premio importante come la Palma d’Oro. Il mio film parla della storia, ma si rivolge alla realtà di oggi e per questo spero sia utile”.
Ken Loach ha strappato la Palma d’Oro ai due grandi favoriti della vigilia, Pedro Almodovar e Alejandro Gonzales Iñárritu, ai quali sono andati rispettivamente il premio per la miglior sceneggiatura con Volver e quello per la regia con Babel. A Volver è andato anche il premio per la migliore interpretazione femminile, un premio “corale”, giustamente consegnato nelle mani delle sei protagoniste Penélope Cruz, Carmen Maura, Lola Duenas, Blanca Ortillo, Yohana Cobo e Chus Lampreave. E corale è anche il riconoscimento per il miglior attore, assegnato ai sei interpreti di Indigenes dell’algerino Rachid Bouchareb (Jamel Debbouze, Samy Naceri, Roschdy Zem, Sami Bouajila e Bernard Blancan). A Flandres di Bruno Dumont, il Gran Premio della Giuria. A Les Climats del turco Nuri Bilge Ceylan, il premio Fipresci. A Hamaca Paraguaya di Paz Uncina, il premio Certain Regard. Per le sezioni parallele, a vincere è stato Bug di William Friedkin, anche autore della versione integrale de L’esorcista. Infine, il premio della Cinefondazione, riconoscimento diretto ai nuovi cineasti, è stato assegnato a Ge & Zeta di Gustavo Riet.

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