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3 maggio 2006

Quando i soldi è meglio tenerli sotto il cuscino

Mestre. Altro che ottimi interessi. Un bel pesce d’aprile, piuttosto, quello che saltò fuori, nei primi giorni del mese, dal mare delle subdoleMestre. Altro che ottimi interessi. Un bel pesce d’aprile, piuttosto, quello che saltò fuori, nei primi giorni del mese, dal mare delle subdole speculazioni finanziarie che inquinano il Belpaese. Poco da scherzare. Sono centinaia di milioni di euro, addirittura milioni, le somme affidate a Roberto Caon. Ex promotore finanziario di Banca Intesa, in pensione dal 2003, quest’uomo non ha mai investito un cent nei prodotti finanziari che prometteva ai fiduciosi risparmiatori. Grazie alla fama di funzionario irreprensibile, moltissime le persone risultate truffate. L’attività va avanti dai primi anni Novanta, da quando il sessantaduenne mestrino cominciò a farsi affidare grosse somme di denaro, promettendo investimenti mirati e con ottime prospettive di guadagno. Carta straccia, questo sono risultati essere i contratti d’investimento che portavano la firma di Roberto Caon. Documenti rilasciati su carta intestata, ma senza alcun valore. Spariscono nel 1991 i primi risparmi, quando tra i primi ad essere truffati è proprio un suo parente, che solo ora ha scoperto che i suoi soldi non sono mai stati investiti. Ben oltre la data di messa in quiescenza, risalente al 2003, l’ex bancario ha continuato a raccogliere denaro, presso gli uffici della filiale di Via Lazzari, fino allo scorso febbraio, operando senza alcun titolo ed approfittando del prestigio che godeva presso la banca. Qualcuno si accorge di estratti conto falsi e soldi volatilizzati e corre dai legali. La coda di paglia di Caon comincia a bruciare nel giugno 2005, quando l’uomo si confessa con un avvocato che, proprio per l’impossibilità di far perdere il vizio al lupo, lo abbandonerà poco dopo. Quello stesso mese la denuncia da parte di Banca Intesa. Troppo tardi. Irraggiungibile per tutti, solo al figlio ha confessato l’intenzione di suicidarsi. Nonostante le ipotesi sulla sua dipartita verso la città calabra di Tropea, dove ha casa, il bancario truffaldino è sparito con i soldi. Altro che lievitazione degli interessi, decine e decine di persone si sono trovate senza neanche i risparmi in banca. Un bel affare. Tra gli ignari risparmiatori anche l’ex moglie, truffata da un uomo che, in fin dei conti, amava solo il denaro. Forse un piano ben architettato per fuggire in qualche paradiso fiscale del centro america o del sud est asiatico, ma tutti sperano in un biglietto di sola andata per San Vittore o qualche altra bella gattabuia. Certo che, nonostante i grandi casi di truffa e frode bancaria venuti alla luce in questi ultimi anni, in molti si affidano ancora ad abbronzati e saccenti promotori finanziari. Questa non vuol essere tanto un’anatema contro qualcuno, piuttosto, come canta Lucio Dalla, attenti al lupo, un lupo che, il più delle volte, ha giacca, cravatta e parla forbito.

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