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19 maggio 2006

Sesso? No grazie!

L’azzurro è stato simbolo di vittoria per quegli uomini affetti da disfunzione erettile che fino ad un decennio fa si limitavano a convivere
L’azzurro è stato simbolo di vittoria per quegli uomini affetti da disfunzione erettile che fino ad un decennio fa si limitavano a convivere dolorosamente con questo problema. Esiste una controparte rosa? Purtroppo no, con grande disagio di quelle donne – il cui numero che oscilla fra il 10 ed il 51 per cento della popolazione totale – che soffrono di scarso coinvolgimento sessuale. L’attenzione degli studiosi è particolarmente incentrata su questa problematica, perché se nell’uomo solitamente la causa dell’impotenza è legata ad una disfunzione organica, il mondo femminile presenta una tipologia molto più complessa e sfaccettata.
Il meccanismo che soggiace al manifestarsi dell’impulso sessuale è sostanzialmente simile nelle due metà della mela: pochi istanti dopo una stimolazione erotica anche nella donna si realizza la congestione dei vasi sanguigni afferenti l’area genitale. Il sistema nervoso autonomo del simpatico e del parasimpatico rilascia acido nitrico ed altre sostanze che portano a vasodilatazione. Tutto questo si traduce in un rilassamento della muscolatura liscia delle pareti vaginali e nella dilatazione delle arteriole, con aumento dell’essudato interstiziale e conseguente lubrificazione dell’area coinvolta.
A questo punto, però, sessualità maschile e femminile divergono: infatti nel primo l’elemento fisiologico svolge un ruolo dominante, mentre fattore essenziale per la donna è la componente psicologica. Lesioni cerebrali, diabete, disfunzione renale giocano una parte determinante nella disfunzione erettile, mentre cause anatomo-funzionali od ormonali per la donna possono essere l’atrofia vulvare, che provoca dispareunia (dolore) durante il rapporto, la sclerosi multipla, la menopausa prematura. Solitamente, però, la relazione causa-effetto della frigidità femminile è imputabile ad altri fattori quali l’ansia, lo stress, la depressione, aspettative e situazioni pregresse negative, tutti elementi che comportano una claudicante percezione della propria femminilità. Infatti un’elevata autostima, esperienze sessuali ed affettive positive, una forte identità personale costituiscono un notevole acceleratore del desiderio. Infine alcune donne sono reattive all’assunzione della pillola o agli inibitori della ricaptazione della serotonina, impiegati per contrastare le sindromi depressive.
Alla luce di queste considerazioni, lo specialista affronta il problema sia sotto l’aspetto organico sia sotto il profilo psichico. Inoltre non va trascurata la relazione di coppia, poiché le stimolazioni erotiche, genitali e non possono essere insufficienti e la durata della relazione talvolta si traduce in un logorio psicofisico; pertanto si cerca di indirizzare i partner verso un riavvicinamento affettivo. Questo tipo di approccio si è mostrato efficace nel 74 per cento dei casi considerati. Ovviamente si vorrebbe poter fornire soluzioni più rapide ed immediate ma, considerata la “polisemia” della sfera psicologica femminile, forse è un bene non disporre di una magica pillola, che eliminerebbe il sintomo trascurando però il male.

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