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20 giugno 2006

Cannes 2006, il buon cinema ritorna

Una cerimonia di premiazione iniziata, secondo tradizione, con la Montée des Marches, la passerella di ospiti e star verso l’ingresso del P

Una cerimonia di premiazione iniziata, secondo tradizione, con la Montée des Marches, la passerella di ospiti e star verso l’ingresso del Palazzo del Festival, e proseguita poi, sul palco, con la presentazione della giuria. Nel corso della quale il presidente della giuria, il regista Wong Kar-Wai, così ha spiegato i criteri con i quali sono stati decretati i vincitori: “Abbiamo cercato film che riflettessero passione, solidarietà e meraviglia”. Alla rassegna più prestigiosa d’ Europa hanno quest’anno partecipato ottimi film e grandi maestri del cinema, scelta ardua dunque per i giurati tra cui la nostra Monica Bellucci. La Palma d’ Oro, è andata a “The Wind that Shakes the Barley” di Ken Loach sulla rivoluzione irlandese negli anni Venti, che però parla – per ammissione del regista – di Iraq e di una certa idea di “esportazione della democrazia” e mescola, com’è nello stile del regista inglese, storia, impegno politico, denuncia sociale e melodramma. Il quotatissimo “Volver” di Almodovar si è dovuto ‘accontentare’ del premio per la migliore sceneggiatura e del premio per la migliore interpretazione femminile (attribuito a tutte e sei le chicas di Pedro: Penelope Cruz, Carmen Maura, Lola Duenas, Bianca Portillo, Yohana Cobo, e Chus Lampreave).
Premio per la Miglior regia attribuito al “Babel” del giovane Alejandro Gonzales Inarritu (Amores perros, 21 grammi). Premio per migliore attore protagonista attribuito agli “Indigenes” di Rachid Bouchareb :Jamel Debbouzze, Samy Naceri, Sami Bouajila e Roschdy Zem. Il Premio della Giuria è spettato invece alla “Red Road” di Andrè Arnold. Nei cortometraggi, Palma d’Oro a “Sniffer” di Bobbie Peers; Gran Premio a “Primiera Nieve” di Pablo Aguero; Camera d’Or per la migliore opera prima a “12:08 a l’est de Boucarest” (titolo originale ‘A fost sau n-a fost?’) di Corneliu Porumboiu.
Gli italiani dunque a mani vuote, dopo gli ottimi riscontri di pubblico e di critica, sia “L’amico di famiglia” del bravo Sorrentino, che il discusso “Il caimano” di Nanni Moretti, sono rimasti nell’ombra alle premiazioni. Pellicole “rivelazione” di questo festival, che faranno lungamente discutere per le loro scene-shock e urlare allo scandal, sono: “Shortbus” di John Cameron Mitchell e “Taxidermia” di Georgy Palfi, che analizzano con estremo realismo e crudeltà un mondo confuso e alla ricerca del piacere. Rilevante inotre, sia sotto il profilo sociale che politico, la presenza al Festival del LM “Summer Palace” di Lou Ye : il primo film cinese su Tienanmen.
Aspettiamo dunque ansiosi l’arrivo nelle sale questi gioielli del cinema contemporaneo.

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