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6 agosto 2006

Approvata la nuova maturità

Il Consiglio del Ministri ha approvato la riforma dell’esame di maturità presentata dal Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni. IIl Consiglio del Ministri ha approvato la riforma dell’esame di maturità presentata dal Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni. Il nuovo esame prevede il ripristino della ammissione e la riforma delle commissioni, che tornano ad essere per metà esterne e per metà interne. Norme più restrittive per l’accesso dei privatisti all’esame, novità nei test di maturità.
Questi i punti principali della riforma:
L’esame cambierà per l’ennesima volta da quel 1923 in cui l’allora Ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile lo introdusse alla fine del percorso studi liceale, l’unico che permetteva l’accesso all’università. Allora, la commissione era tutta d’insegnanti esterni, quattro gli scritti, un orale su tutte le materie. Cambiò nel 1940, nel 1951, nel 1969 quando arrivò il voto in sessantesimi fino ad arrivare ai giorni nostri. I primi ad usufruire dell’ennesima riforma saranno ora i 480 mila studenti italiani dell’anno scolastico che avrà inizio a settembre.
Soddisfatti Governo e sigle sindacali legate al mondo della scuola, mentre l’opposizione ha espresso il suo parere negativo assieme a una parte delle associazioni studentesche nazionali come “Azione Studentesca”. Secondo l’associazione infatti «Il ministro ha preferito discutere degli studenti con i sindacati, piuttosto che farlo con i diretti interessati».
Favorevole alla riforma anche Enrico Panini, Segretario Generale della Cgil Scuola: «È bene che vengano definite nuove regole per gli esami di maturità rimuovendo le scelte sbagliate fatte in passato dal ministro Moratti». Contrario Francesco Pasquali, Segretario Generale dei giovani di Forza Italia, secondo cui «Lo smantellamento della riforma Moratti metterà in pericolo l’intero percorso formativo nei suoi diversi livelli».
Annunciata anche una maggiore sinergia tra Scuola e Università «Guai se scuola superiore e università vivono separate. – Ha affermato il Ministro dell’Università e Ricerca Fabio Mussi. – Uno dei principali impegni del governo in tema d’istruzione è quello di combattere la disuguaglianza. Tutti devono avere il diritto di studiare».

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