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11 agosto 2006

MIUR: meno corsi, più qualità

«Consistente diminuzione» dei corsi di laurea a favore di una parallela «riqualificazione» di quelli esistenti. Questo il progetto che si sta delinean«Consistente diminuzione» dei corsi di laurea a favore di una parallela «riqualificazione» di quelli esistenti. Questo il progetto che si sta delineando negli uffici di piazzale Kennedy, quartiere romano dell’ EUR, sede del MIUR.
Il dicastero, infatti, sta procedendo a una serie di modifiche circa l’ attuazione della riforma dei corsi universitari. Nulla cambi a sotto il profilo disciplinare le classi rimarranno sostanzialmente invariate. Forti però le correzioni all’ organizzazione dei corsi di laurea, eccessivamente frammentari con quel sistema a moduli e micromoduli che di didattico ha davvero poco!
In questi ultimi anni, infatti, le polemiche alla passata riforma non sono mancate. Il sistema in vigore è stato attaccato praticamente da tutti. Studenti, ricercatori, professori, presidi, rettori, associazioni, politici. Esami divisi a metà (a volte addirittura in tre), programmi sommari, professori costretti a ore extra (non pagate), carenza di docenti, fondi assolutamente insufficienti, e così via.
Così il nuovo gabinetto ribatte alla riforma del centrodestra, fissando a 20 il numero massimo di esami nel curriculum triennale, e 12 in quello magistrale. L’ottica è diametralmente opposta. Accorpare più moduli insieme, così che vi sia continuità e armonia nello studio e un miglioramento della qualità generale del corso.Il Ministro Fabio Mussi accoglie così i pareri e le argomentazioni del mondo universitario, che aveva giudicato «assurdo» il sistema degli esami in pillole divisi a moduli e unità didattiche. Novità anche in ambito di trasferimenti ad altri Atenei. Tutti coloro che effettueranno passaggi di corso da una Università ad un’altra (stessa classe disciplinare) avranno diritto al riconoscimento di almeno metà dei crediti raggiunti. Inoltre il limite dei crediti riconoscibili per conoscenze e abilità professionali è fissato a 60 (triennale) e 40 (magistrale). Sul fronte della docenza, infine, è stato stabilito che almeno la metà dei professori dovrà essere di ruolo nelle materie del corso di laurea.
La riforma, conclude il MIUR, verrà attuata gradualmente in un periodo di 3 annualità. Entrerà dunque definitivamente in vigore dall’ anno accademico 2010-2011, dando modo alle Università di pianificare un’ offerta formativa in linea con le direttive ministeriali, incentivando quelle che, da subito, si muoveranno in questo senso.

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