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19 settembre 2006

Parthenope: tutte le novità della facoltà d’Ingegneria

Innovazione, ricerca e sinergie con il mondo del lavoro. Sono questi i tre punti di forza che caratterizzano la Facoltà d’Ingegneria dell’U

Innovazione, ricerca e sinergie con il mondo del lavoro. Sono questi i tre punti di forza che caratterizzano la Facoltà d’Ingegneria dell’Università degli studi di Napoli Parthenope. Una facoltà giovane, nata soltanto nel 1999 con il corso di Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni, ma che ha riscosso fin dalla sua nascita il consenso di moltissimi studenti.

«Il successo che stiamo avendo – ci spiega il vice preside Pascazio – è senz’altro da ricercare nell’elevatissimo rapporto tra numero di docenti e numero di studenti, pari a circa 15-20 unità per ogni professore. Ciò favorisce senz’altro la formazione degli studenti, i quali potranno interagire maggiormente con i propri insegnanti. Un’altro punto qualificante è quello di avere un corpo docenti con un età media piuttosto bassa. Un fattore che non è da sottovalutare in una facoltà, come quella d’Ingegneria, dove l’essere costantemente aggiornati è di primaria importanza per non venir tagliati fuori dal mercato».
Rispetto agli anni passati l’offerta formativa è stata arricchita da un nuovo corso di laurea, quello d’Ingegneria Gestionale per le reti di servizi. Tale corso si propone l’obiettivo di formare una figura professionale che sia in grado di operare nel settore delle reti di Telecomunicazioni e Informatiche, nelle reti di Energia e Risorse ed in quelle Logistiche e di Trasporto. Una delle novità considerevoli di questo corso è rappresentata dalla sua localizzazione, visto che esso non avrà casa a Napoli ma nella nuova sede distaccata di Afragola, presso il palazzo Cuccurese sito in Piazza Municipio. La scelta di decentrare parte delle proprie attività è stata motivata dalla volontà dell’Università di entrare in un area, quella a nord di Napoli, fortemente interessata da importanti progetti di sviluppo, come la realizzazione della stazione dell’alta velocità o del parco tecnologico.
Un’altra novità è la trasformazione del corso di Laura in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio in quello d’Ingegneria Civile e Ambientale. «Una scelta – ci dice il professor Aversa, Preside del suddetto corso di laurea – dovuta principalmente da una richiesta che ci è stata posta dall’Associazione dei costruttori edili napoletani, i quali lamentano da tempo la mancanza di una figura professionale “intermedia” che abbia al contempo sia le competenze d’Ingegneria Civile che quelle necessarie per la gestione di un cantiere». Il corso si sviluppa secondo un percorso professionalizzante ed uno metodologico. Il primo, denominato “Gestione e controllo della progettazione e della realizzazione dei lavori pubblici e privati”, consente agli studenti di trovare effettiva collocazione nel mondo del lavoro. Il secondo, invece, consentirà a tutti i laureandi di poter proseguire gli studi specialistici nel settore. In attesa di registrare la risposta degli studenti verso questi nuovi corsi di laurea, all’interno della macchina amministrativa dell’università si sta già lavorando per pianificare il futuro. Tra non molto, infatti, appena terminati i lavori, tutte le attività della facoltà d’ingegneria verranno trasferite nel nuovo polo delle scienze in costruzione al centro direzionale.
Andrea Bianco

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