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5 settembre 2006

Primi 100 giorni di università col nuovo governo: Qualcosa è cambiato?

L’aveva scritta la Moratti, Mussi l’ha “limata”, ovvero ne ha modificato le parti più controverse. E’ la riforma dell’Università cos&i
L’aveva scritta la Moratti, Mussi l’ha “limata”, ovvero ne ha modificato le parti più controverse. E’ la riforma dell’Università così come il nuovo Esecutivo l’ha presentata agli organismi preposti, cioè le università. Ma cosa cambia realmente?
Il ministro Mussi ha redatto un nuovo testo in cui alcuni elementi, come ad esempio le nuove classi di laurea, rimangono invariate; ma ecco i punti salienti del nuovo testo:
1. Una sostanziale riduzione degli esami da sostenere ( 20 per le lauree di primo livello, 12 per le lauree magistrali );
2. Qualora uno studente cambi facoltà, è obbligatorio il riconoscimento di almeno la metà dei crediti acquisiti;
3. Sono previste una nuova disciplina per i Concorsi universitari che dia maggiore spazio ai ricercatori, la fondazione di un’agenzia indipendente per poter equamente ripartire i fondi destinati all’università e la convocazione di una conferenza nazionale sulla condizione studentesca.

Il nuovo ordinamento, ormai quasi definitivo, ha raccolto la soddisfazione dei rettori ( per la volontà di contrastare la frammentazione dei corsi negli atenei, ad esempio ) e l’insoddisfazione degli studenti ( che non hanno constatato un sostanziale cambiamento con il testo della Moratti ), ma l’aspetto più importante rimarrà quello dei tagli previsti dal ministro Bersani: come si gestiranno? Cosa provocheranno? Basterà un’agenzia indipendente per garantire che non si disperdano nei soliti mille rivoli del “burocratese” arraffone? Attendiamo di vederlo e di riportarlo in queste pagine nei prossimi mesi.

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