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14 settembre 2006

Studiare o lavorare ?

Eccoci tutti alle prese con il rientro universitario, chi ha passato l’ estate sui libri, chi ha fatto tanto durante l’anno per godersi le meritateEccoci tutti alle prese con il rientro universitario, chi ha passato l’ estate sui libri, chi ha fatto tanto durante l’anno per godersi le meritate vacanze, ma….tanta fretta per cosa? Per vedere il proprio titolo universitario su di una parete in un’antica e costosa cornice?
Purtroppo questa è la triste realtà: molti giovani dopo la laurea devono mettersi con pazienza davanti al computer ad inviare il proprio curriculum a destra e manca, girare tra i vari centri interinali sperando di far colpo su qualche società ed ottenere quanto meno un colloquio, disposti a seguire stage anche full time e non pagati… . I nostri atenei purtroppo non consentono grandi contatti con le aziende a differenza delle strutture private che hanno accordi con grandi società dislocate sia sul territorio nazionale che all’estero.
È giusto che coloro che hanno la possibilità di frequentare istituti a pagamento abbiano la possibilità di metter in pratica il proprio talento in posti prestigiosi e addirittura in terra straniera?
Perché dare questo premio a studenti più facoltosi e renderlo un fattore elitario? Tutto ciò non fa che sminuire il nostro paese e porta ogni anno i nostri studenti a cercare fortuna altrove, prediligendo quei paesi dove vi è la possibilità di ottenere uno stage, un tirocinio essendo addirittura pagati, rimborsati di spese di trasporto e buoni pasto.
Quando si è dietro i banchi scolastici o universitari, stanchi di studiare, alzarsi presto per andare a lezione, si pensa a quando il traguardo il traguardo sarà raggiunto, a quando finalmente tutto sarà finito ma… sarà davvero meglio?
Sono tante le difficoltà che bisogna affrontare una volta terminata la formazione!
L’ansia dell’inserimento lavorativo è mossa dalla curiosità, dal pensiero che una volta alzatisi da quella scrivania, chiusa la porta dell’ufficio i pensieri relativi alla professione rimangano in quelle quattro mura e, mentalmente liberi, ci si possa concentrare solo su se stessi, sulle proprie passioni, impegni personali…utopia? Forse qualcosa di vero c’è, ovviamente tutto è relativo al lavoro che si svolge, l’impegno richiesto.
Non bisogna dunque aver troppa fretta di crescere, di arrivare alla fine perché è giusto esser ambiziosi, desiderosi di imparare ma è importante tenere i piedi ben piantati in terra e, malgrado gli ostacoli che si possono incontrare, mai esser negativi e lasciarsi andare ; la chiave del successo è la tenacia, bisogna insistere e prima o poi si riuscirà ad ottenere quel tanto desiderato stage, colloquio e crescere, gradualmente, ottenendo le competenze necessarie per affermarsi.

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