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26 settembre 2006

Transart06 a Trento per il centenario della nascita di Beckett

Transart, la rassegna annuale di arte, musica e cinema, fa tappa a Trento. Mercoledì prossimo, 27 settembre, alle 17, la Facoltà di Le
Transart, la rassegna annuale di arte, musica e cinema, fa tappa a Trento. Mercoledì prossimo, 27 settembre, alle 17, la Facoltà di Lettere e Filosofia ospiterà la proiezione di una serie di videodrammi scritti da Samuel Beckett per la televisione e della versione originale della sua unica pellicola “Film“. L’appuntamento si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita del grande autore irlandese, ricordata con eventi a tema in tutta Italia.
La presentazione della serata sarà a cura di Carla Locatelli che, oltre ad essere prorettore e docente dell’Università di Trento, è nota in Italia per essere una delle maggiori esperte delle opere di Samuel Beckett (a breve sarà pubblicato un suo contributo per la prestigiosa “Oxford University Press”).

Samuel Beckett, in linea con lo sperimentalismo che contraddistingue tutta la sua opera, è noto per aver condotto un’operazione di rottura e di innovazione linguistica in tutta la serie di “videodrammi” scritti per la TV dal 1965 fino al 1983. “Film”, diretto nel 1963 da Alan Schneider con Buster Keaton come attore protagonista, unico episodio cinematografico dell’autore irlandese, si svolge in una azione di tre sole sequenze prive di dialoghi. Solo diversi anni dopo la morte la critica cinematografica ne comprese e apprezzò il valore.

Il grande drammaturgo irlandese sarà poi ricordato l’1 ottobre dal gruppo musikFabrik con un innovativo concerto di musica/teatro per la regia di Achim Freyer e con la musica che Morton Feldman aveva scritto per il padre del teatro dell’assurdo.

Samuel Beckett

Samuel Barclay Beckett (Dublino, 13 aprile 1906 – Parigi, 22 dicembre 1989) fu un drammaturgo, scrittore e poeta irlandese. Autore di numerose opere teatrali tra cui Aspettando Godot e Finale di partita. Premio Nobel per la letteratura nel 1969. La sua opera rientra a buon diritto nel solco del modernismo, che egli porta ad uno degli esiti più estremi e laceranti .

Irlandese, di estrazione borghese e religione protestante, fu educato in un collegio per poi frequentare brillantemente il Trinity College di Dublino dove si laureò in francese ed italiano. Trasferitosi a Parigi, fu nominato lettore d’inglese a l’École Normale Supérieure entrando strettamente in contatto con l’altro scrittore irlandese James Joyce. Frequentò gli ambienti surrealisti pubblicando dei romanzi (due versioni: una in inglese e l’altra in francese) ottenendo scarsi esiti. Ma il successo arrivò nel 1952, quando finì di scrivere Aspettando Godot (scritta prima in francese e poi tradotta in inglese) che venne rappresentata per la prima volta il 5 gennaio 1953 a Parigi al Théâtre de Babylone. Entrò così in quel gruppo di autori, che includeva già il franco-rumeno Eugène Ionesco ed il franco-armeno Arthur Adamov, che scrivevano brani appartenenti al teatro dell’assurdo. Vanno citate altre opere come Fin de partie (Finale di partita) e Oh les beaux jours (Giorni felici). Nel 1969 ricevette il Premio Nobel per la letteratura.

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