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16 ottobre 2006

1946-2006. Cosa è cambiato per le donne dal loro primo voto?

Anno di grazia 1946. Anno di svolte epocali per il nostro paese. Una nazione da ricostruire sotto tutti i punti di vista: economici, sociali, culturalAnno di grazia 1946. Anno di svolte epocali per il nostro paese. Una nazione da ricostruire sotto tutti i punti di vista: economici, sociali, culturali e politici. Ed il primo, grosso, segnale di cambiamento si ebbe col diritto di voto esteso alle donne. L’occasione fu quella di cambiare radicalmente il destino dell’Italia, da Stato monarchico a Repubblica, attraverso un referendum che vide proprio nella partecipazione delle donne per la prima volta, il suo aspetto più democratico. Sono passati sessant’anni da allora. Sessant’anni in cui il ruolo della donna nella nostra società si è evoluto, certamente, ma non del tutto. L’Università di Torino cercherà, a tal di proposito, di fare il punto della situazione con un’iniziativa denominata “Donne, diritti politici e partecipazione democratica a Sessant’anni dal voto”. Una serie di eventi, tra il 23 e il 27 ottobre, tra cui mostre fotografiche, proiezioni cinematografiche e convegni si terranno nel Rettorato dell’Università di Torino, per capire, comprendere e valorizzare la storia femminile dalla Resistenza fino ai oggi nostri. Una storia che ha fatto grandi passi in avanti, ma con molto ancora da compiere. Discriminazioni sul posto di lavoro, difficoltà di inserirsi ai vertici della società, casi di sfruttamento e violenza sono purtroppo all’ordine del giorno. E la causa di tutto questo è anche un tipo di società ancorata a valori tuttora maschilisti e intolleranti. L’ateneo di Torino, dunque, mira a sensibilizzare questa realtà, aprendo gli occhi su un tema su cui ancora si può e si deve fare molto. Il suffragio universale è stato come una grande partenza. La parità di diritti è un traguardo ancora distante.

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