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31 ottobre 2006

A Chiara Zuccato, Il Premio “Le Scienze” 2006

Chiara Zuccato, ricercatore presso il Laboratorio di Biologia delle Cellule Staminali e Farmacologia delle Patologie Neurodegenerative dell’UnivChiara Zuccato, ricercatore presso il Laboratorio di Biologia delle Cellule Staminali e Farmacologia delle Patologie Neurodegenerative dell’Università Statale di Milano guidato dalla Professoressa Elena Cattaneo, riceverà il prossimo 7 novembre, nella cornice del Festival della Scienza di Genova, il premio “Le Scienze” 2006, una medaglia d’oro per la Biomedicina Molecolare a cui è tradizionalmente associata la medaglia conferita dal Presidente della Repubblica Italiana per meriti scientifici. La Zuccato, che ha 34 anni, si è laureata con lode in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi dell’Insubria, ha svolto un soggiorno di studio presso l’Università di Leeds, ha conseguito nel 2005 il Dottorato di Ricerca in Scienze Farmacotossicologiche, Farmacognostiche e Biotecnologie Farmacologiche, presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Milano e nel 2006 è diventata ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche dello stesso Ateneo.

ATTIVITA’ DI RICERCA

Dal 1999 l’attività di ricerca di Chiara Zuccato e’ focalizzata sulla comprensione dei meccanismi patogenetici alla base della Corea di Huntington, una malattia neurodegenerativa che presenta un decorso progressivo e fatale. Attualmente non esiste una cura che possa alleviare o rallentare i sintomi di questa grave malattia. La Corea di Huntington e’ una malattia genetica provocata dalla mutazione di una proteina chiamata “huntingtina”. L’obiettivo della ricerca è stato ed è capire perché la mutazione della proteina huntingtina provochi la degenerazione dei neuroni osservata nelle persone malate. Questo al fine di proporre nuove strategie terapeutiche per una malattia oggi non curabile. In particolare, è stato seguito un nuovo approccio che ha previsto la comprensione della funzione normale della proteina huntingtina per capire se la presenza della mutazione potesse interrompere tale funzione e spiegare cosi’ la neurodegenerazione osservata nella malattia. I risultati ottenuti hanno permesso di concludere per la prima volta che aspetti della malattia di Huntington possano essere associati alla perdita di funzione della proteina huntingtina sana. Tra i contributi specifici dati dall’attività di ricerca di Chiara Zuccato vi è un lavoro pubblicato nel 2001 sulla rivista “Science”, di cui è primo autore, in cui si identifica che l’huntingtina sana è in grado di sostenere la la trascrizione genica di un fattore neuroprotettivo chiamato Brain Derived Neurotrophic Factor (BDNF) fondamentale per la sopravvivenza dei neuroni che muoiono nella malattia (Zuccato et al., Science 2001). Viene quindi per la prima volta identificata una possibile spiegazione del danno cerebrale osservato nella Malattia di Huntington (Zuccato et al., Science 2001). Due anni dopo Chiara Zuccato è co-primo autore insieme a Marzia Tartari di un lavoro in cui viene chiarito come questo avviene, identificando un bersaglio per lo sviluppo di farmaci neuroprotettivi (Zuccato et al., Nature Genetics, 2003). Nel 2005 è coautore insieme ad Elena Cattaneo e Marzia Tartari di una review che riassume i risultati di queste scoperte (Cattaneo, Zuccato, Tartari, Nature Reviews Neuroscience, 2005).

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