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15 ottobre 2006

A Roma architettura futuristica

Mancano ancora due anni (o almeno così dicono…)alla sua apertura ma il MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo cerca già di proMancano ancora due anni (o almeno così dicono…)alla sua apertura ma il MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo cerca già di proporsi come un punto di riferimento per le grandi iniziative espositive dedicate all’arte contemporanea e allo stesso tempo si prospetta come uno dei più importanti musei del XXI secolo. Lo fa con questa mostra (in programma fino al 29 ottobre9 sul tema per l’appunto dei musei: Museums. Direttore generale della mostra Pippo Corra (architetto, docente di Composizione architettonica presso la Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, critico di architettura per Il Manifesto) affiancato dall’onnipresente Margherita Gruccione (direttore del DARC, Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanea), ormai elemento costante e fondamentale nell’organizzazione e direzione di manifestazioni culturali legate all’architettura in Italia e all’estero e personaggio di rilievo nella critica e saggistica correlate.
La mostra è strutturata in tre sezioni tematiche fortemente intersecate l’una con l’altra: denominatore comune è la riflessione sul ruolo dell’edificio-museo così come oggi viene concepito e conseguentemente costruito, sulla sua interazione con l’ambiente circostante. L’analisi procede attraverso l’esposizione dei progetti dei più importanti musei costruiti negli ultimi anni e di alcuni ancora in fase di costruzione. Tra questi ultimi il MAXXi di Roma.
La prima sezione Musei nel XXI secolo: idee, progetti, edifici è quella che occupa gran parte della struttura del MAXXI e ripropone in una versione ridotta l’esposizione itinerante curata dall’Art Basel e dal DARC svoltasi a Düsseldorf. Ventisette sono i progetti esposti di musei realizzati dopo il 2000 o il cui completamento è previsto entro il 2010, accompagnati da disegni, fotografie e plastici. Un’attenzione e uno spazio particolari sono dedicati al progetto per il MAXXI dell’architetto angloiraqeno Zaha Hadid (ricordiamolo, la prima donna a vinecere il Premio Pritzker, il più prestigioso per l’architettura. I progetti riflettono le tendenze architettoniche attuali, da quelle più innovative a quelle più tradizionali: musei che “spariscono” nel suolo (il Chichu Art Museum nell’isola giapponese di Naoshima), musei che racchiudono un anfiteatro o persino un porto (il Museo di Storia Ellenica ad Atene previsto il cui termine dei lavori è previsto per il 2011), musei che si confondono silenziosamente col paesaggio (lo Stohenenge Visitor Centre and Interpretive Museum nello Wiltshire) e musei che irrompono prepotentemente nel grigiore cittadino come giganti scatole colorate (l’Australian Centre of Contemporary Art di Melbourne e l’Eyebeam- Museum of Art and Technology di New York).
La seconda sezione, Next Generation: il futuro dei musei, si occupa nello specifico dei musei d’arte contemporanea più avangarde, costruiti secondo un principio di “estroversione”: il museo cessa di essere una struttura chiusa e compatte ma si apre all’esterno arrivando ad inglobare lo stesso spazio urbano. E’ il caso del Metro- Arte di Napoli, del progetto Arte all’Arte di San Gimignano (che nello specifico ricerca l’equilibrio tra città e campagna attraverso il collegamento del museo), la Fabbrica 798 di Pechino, ad oggi il luogo più importante della ricerca artistica contemporanea.
La terza parte della mostra prevede una sala interamente dedicata al MAN, Museo d’Arte di Nuoro. Il museo ha sede in una palazzina del XIX secolo del centro storico di Nuoro; i restauri (avvenuti in due fasi, la prima negli anni ’20, la seconda a metà dei ’90) hanno mantenuto intatta la rigorosa e quasi asettica semplicità dell’edificio completamente bianco e a cui sono state lasciate persino le vecchie balaustre in ferro. Emerge dalla costruzione uno spiccato radicamento al luogo in cui sorge con quale la struttura mussale continua a dialogare in armonia, rispettando la tradizione ma ponendo anche attenzione alla ricerca artistica.
Vale la pena, a mio giudizio, visitare questa mostra (completamente gratuita) per gettare un occhio a luoghi e città del mondo che probabilmente non vedremo mai, ma che continuamente si evolvono; il gusto architettonico e in particolare quello con cui vengono costruiti musei, riflettono fedelmente questi cambiamenti. E al di là del discorso per così dire più “filosofico” sono comunque strutture belle o se non altro curiose a vedersi. Raccomandata a tutti, non solo ad architetti.

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