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27 ottobre 2006

All’università dell’Insubria medici di ieri e di oggi in festa

Doppio rendez-vous per i camici bianchi di tutta la provinciali Varese: torna, infatti, all’Università degli Studi dell’Insubria il tradizion
Doppio rendez-vous per i camici bianchi di tutta la provinciali Varese: torna, infatti, all’Università degli Studi dell’Insubria il tradizionale appuntamento con la «Festa del laureato in Medicina e Chirurgia» che sarà celebrata domenica 29 ottobre in occasione della «Giornata del medico».

L’iniziativa si svolgerà nell’Aula Magna di via Ravasi a partire dalle ore 9.00 e sarà introdotta dai saluti del preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, prof. Paolo Cherubino; del presidente del Corso di Laurea specialistica in Medicina e Chirurgia, prof. Francesco Pasquali e del presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Varese, dott. Pier Maria Morresi.
A seguire il dott. Stefano Scamoni, vincitore del premio di laurea «Giovanni Ragnotti» leggerà il GIURAMENTO DI IPPOCRATE. Quindi interverranno il dottor Ermanno Montoli e il prof. Alberto Passi, docente di Biochimica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, rispettivamente con una relazione sul tema «Medicina del passato e medicina del futuro» e «Nuove frontiere della biotecnologia in Medicina».

Momento clou dell’evento sarà la consegna da parte del prof. Cherubino e del dott. Morresi delle pergamene ai 79 laureati della Facoltà di Medicina nell’anno accademico 2005/06 intervenuti alla cerimonia e delle medaglie ai 15 medici con oltre 50 di laurea.

Il coro dell’Università degli Studi dell’insubria chiuderà la prima parte della manifestazione.

I festeggiamenti proseguiranno alle ore 11.00, al Tempio del Medico di Duno, dove don Luca Violoni, assistente ecclesiastico dell’Università dell’Insubria, celebrerà la Santa Messa.

«Festeggiamenti e riflessioni si intrecciano nella “Giornata del medico” – commenta il preside Cherubino. La “Festa del laureato” rappresenta un’occasione per dare il benvenuto ai nuovi dottori che si affacciano alla professione e che, attraverso l’esempio di chi li ha preceduti, devono comprendere che non si può “fare” il medico, ma bisogna “essere” medici. Rispetto del paziente, umanità e comprensione sono i presupposti imprescindibili per diventare un buon medico, questo va ribadito sempre: in aula, in ospedale e nei momenti di festa».

La partecipazione è gratuita ed aperta alla cittadinanza.

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