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23 ottobre 2006

Bocciata l’Università Italiana

Dalla classifica 2006 dei migliori 200 atenei del mondo redatta dal supplemento “Istruzione Superiore” del Times, l’Italia incassa uDalla classifica 2006 dei migliori 200 atenei del mondo redatta dal supplemento “Istruzione Superiore” del Times, l’Italia incassa una pesante bocciatura. L’unico ateneo nostrano, infatti , a guadagnarsi una posizione in graduatoria è La Sapienza di Roma che è comunque arretrata, rispetto allo scorso anno, dal 125° al 197° posto. Bologna e Firenze retrocesse in “serie B”. Mentre è Harvard a conquistarsi il primo posto, seguita da Cambridge e Oxford. La ricerca, così, conferma la forte supremazia degli atenei americani e inglesi, ma rivela la crescente avanzata di quelli orientali: Pechino, Singapore, Tokio, Hong Kong e Sud Corea. La classifica è stata stilata con il coinvolgimento diretto del mondo universitario: oltre 3.700 docenti dei cinque continenti hanno ricevuto un questionario nel quale veniva chiesto loro di indicare le trenta migliori istituzioni accademiche utilizzate come fonti primarie della ricerca e dell’insegnamento. I dati emersi sono stati così incrociati con le rivelazioni sul campo basate su qualità dei corsi, citazioni scientifiche, notorietà dei docenti, capacità di attirare studenti dall’estero e rapporto tra numero insegnanti e studenti. A primeggiare è dunque Harvard nel Massachussets, che conferma il risultato ottenuto nell’indagine dello scorso anno. L’ateneo americano, infatti, può contare su un budget di 26 miliardi di dollari, una somma superiore al PIL della Bolivia. Una cifra che permette all’ateneo statunitense di attirare i migliori economisti e ricercatori di tutto il mondo. L’accesso è molto selettivo: dei 36mila candidati che si sono presentati ai corsi di ammissione per l’anno accademico 2005/2006 solo 1.300 sono stati ammessi. Al secondo e al terzo posto della classifica troviamo i due atenei inglesi di Cambridge e Oxford. Le due famose università storiche di Sua Maestà vedono premiata soprattutto la capacità di attirare studenti dagli altri paesi europei e il basso rapporto tra insegnanti e allievi. Tra gli altri paesi dell’orbita UE spicca l’Olanda che riesce a piazzare in graduatoria 11 atenei, seguita da Germania (10 atenei), Francia (7), Svizzera (6) e Belgio (5). Ma la vera novità di quest’anno arriva dall’Oriente. L’Università di Beijing (Pechino), grazie alla pioggia di finanziamenti dal governo centrale si piazza al 14° posto. Poco più giù si trova la National University di Singapore (19esima). Mentre l’ateneo cinese di Tsing Hua è alla 28esima posizione. Il Giappone, invece, piazza ben 12 università, Hon Kong quattro, l’India e la Corea del Sud tre a testa. Molte le università italiane in “serie B” (che raccoglie le posizioni dalla 201esima alla 500esima): al 207esimo posto troviamo l’“Alma Mater Studiorum” bolognese, che precede la Bocconi di Milano. Mentre alla 311esima posizione si colloca il Politecnico milanese, seguito dalle università di Siena (326esima), Firenze (338esima), Padova (370esima), Roma Tor Vergata (423esima), Torino (424esima) e dal Politecnico di Torino alla 449esima posizione.

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