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11 ottobre 2006

Bologna e i misteri della Goliardia

Avete mai provato a cercare delle informazioni su Internet inerenti la Goliardia? Forse è ancora più difficile che reperirne di persona.Avete mai provato a cercare delle informazioni su Internet inerenti la Goliardia? Forse è ancora più difficile che reperirne di persona. Il perché è semplice: la Goliardia è mistero, segreto…insomma, è per pochi! I pochi fortunati eletti (punti di vista) che hanno facoltà di prendere parte a questo movimento seguendone, pare alla lettera, usi e costumi. Ma se è vero che riuscire a sapere di questo gruppo è cosa assai difficile, allora come se ne viene al corrente la prima volta? Fattori genetici? Nulla di così complesso, anzi…basta semplicemente avere un tasso alquanto minimo di sano spirito d’osservazione per scorgere all’orizzonte, in questo caso sotto i portici (un po’ più limitati rispetto al primo), singolari figuri agghindati alla medieval maniera che, con tanto di mantelle e simpatici berretti, rigorosamente in branco, calcano altezzosi le vie della città. Ma guai a parlar loro di berretto, cappello o del più elegante copricapo. Se la prenderebbero, dal momento che trattasi di ‘feluca’, invenzione che, pensate un po’, spetta proprio alla cittadina felsinea che, nel 1888, in occasione dei cosiddetti ‘saecularia octava’, ovvero i festeggiamenti per l’ottavo centenario d’Ateneo, diede vita a questo originale cappuccio (chiedo venia) quale segno di riconoscimento degli Universitari italiani in ricordo del Medio Evo e di Golia Abelardo (da cui ‘goliardo’ e ‘goliardia’), alias Pietro Abelardo, prelato ed intellettuale dell’epoca che può considerarsi sovrano maestro nonché ispiratore del movimento stesso. E’ grazie al colore della feluca che è possibile risalire alla Facoltà d’appartenenza del goliardo, qualora fosse vostro interesse saperlo: rossa per Medicina, Chirurgia e Veterinaria; blu per Giurisprudenza e Scienze Politiche; verde per tutte le Facoltà scientifiche; bianca per Lettere e Filosofia; nera per Architettura e Ingegneria; gialla per Economia e Commercio. Dove si compri una feluca? E’ possibile acquistarne delle imitazioni presso i punti vendita dotati di gadget dell’Alma Mater Studiorum, ma la vera feluca goliardica viene sempre e solo regalata. Regola fondamentale per una feluca coi fiocchi, ma in senso metaforico però, è la presenza di evidenti segni d’usura, caratteristica inconfondibile che denota la persona cha la indossa, goliardo vero ed attivo. Oltre al colore e al tasso di deterioramento della feluca, anche le eventuali applicazioni che la accompagnano, possono svelare dettagli utili a comprendere il tipo di goliardo che si ha dinanzi. Una feluca scevra di fregi, se non lo stemma dell’Ordine e quello della città, non può se non appartenere ad un cosiddetto ‘phoetens’, ovvero il fetente, la matricola. Il ‘due-bolli’ o ‘fagiolo’ è il goliardo del secondo anno, con giglio sulla feluca, pendaglio (detto per l’appunto ‘fagiolo’) sulla punta della stessa e cinque oggetti a scelta a mo’ di pendente. La ‘colonna’ (terzo anno) porta un fregio d’oro sul bordo della feluca e può applicarvi tutti gli oggetti che ritiene opportuni. Il ‘laureando’, infine, può aggiungere la frangia sul lato destro della feluca. Al mistero si somma, ora, il dubbio: con la nuova riforma accademica, cosa sarà successo alla ‘colonna’? O al ‘fagiolo’? Ritornando al movimento, di Goliardie, per così dire, ve ne sono molte e sparse in tutta Italia secondo Ordini che possono concentrarsi anche nella stessa città. E’ in casi simili che si rende necessario nominare un “Ordine Sovrano” a capo del quale sarà posto un Capo-Ordine che nel caso di Bologna, ad esempio, è il Gran Maestro del Sacer VenerabilisQue Fictionis Ordo. Sotto l’Ordine Sovrano, gli Ordini cittadini che, nel caso della Dotta, sono la Balla del Montecristo e la Balla Bolognese. Sterili minuzie organizzative conosciute a parte, ciò che, forse, risulta quasi impossibile da scovare, se non rifacendosi a fonti orali, non sempre attendibili (nemmeno se adepte), nonché pregnanti di leggenda, è il regolamento interno di ogni Ordine, fiore all’occhiello della Goliardia in quanto tale. Meno misterici, invece, i dissacranti inni dei goliardi, che, impavidi di censure del caso, caratterizzano, per ciò che ci è dato immaginare, ogni buon meeting goliardo che si rispetti. Qualche consiglio per gli interessati a partecipare al movimento? Fidatevi: per lo studio necessario a capire chi, come e quando contattare per reperire informazioni in merito all’Ordine cittadino nonché sperare di essere ammessi alle durissime prove selettive, beh…risulterà sicuramente di gran lunga più facile conseguire una laurea previsti e diventare un ‘laureato’, sebbene nell’accezione comune del termine, magari in corso. Più goliardici di così…!?!

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