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17 ottobre 2006

Bologna, la terra dei brindisi

Levataccia alla mattina, dribbling sotto i portici, lezione tutto il giorno, code interminabili in segreteria o a mensa: la giornata tipo dello stud Levataccia alla mattina, dribbling sotto i portici, lezione tutto il giorno, code interminabili in segreteria o a mensa: la giornata tipo dello studente medio dell’Università di Bologna può risultare un tantino stressante. Unico conforto? La campanella delle 18.45, quella che, in ogni Facoltà dell’Ateneo, sancisce, ma solo per gli studenti più volenterosi, la fine della giornata accademica. Cosa succede poi? Tutti a terra! Non rapine, intendiamoci, ma una riunione, a diretto contatto con l’asfalto, in Piazza Verdi, cuore dello pseudo campus accademico bolognese. E’ questo l’ombelico del mondo, per citare quello che forse un tempo era il loro beniamino, per le giovani e meno giovani leve dell’Università bolognese che, dalle varie Facoltà disseminate lungo via Zamboni (così come dalle altre sparse per la città), convergono in Piazza Verdi per trastullarsi tra coetanei e non. Qualcuno disdegna la nuda terra, ma, sebbene in piedi, è sempre là, birra e sigaretta alla mano. E tra i tanti c’è anche chi, forse più esigente a livello panoramico, decide di migrare verso la centralissima Piazza S. Stefano, dall’impareggiabile bellezza, ferma restante la ‘collocazione terrena’. Soddisfatti i turisti per il grande apporto scenico, per così dire, che la moltitudine studentesca comporta, un po’ meno felici i residenti della zona, infastiditi dai continui schiamazzi che, dal primo pomeriggio, possono protrarsi fino a notte fonda. Zona particolarmente movimentata sebbene ‘graziata’ dalla lontananza dall’area accademica è anche via del Pratello, la Temple Bar bolognese, dove non mancano orde di buontemponi che rendono così difficili le notti, ormai insonni, dei bolognesi. Questo fenomeno, attivo nei mesi estivi, non accenna a diminuire nemmeno d’inverno, grazie ai portici riparatori, sotto ai quali, oltre ai numerosi locali dove l’happy hour è, ormai, la regola, si trovano anche i tanti mini-market, principali fornitori di bibite delle brave notti bolognesi. Sarà, forse, in virtù di questo ‘circolo vizioso’ che il Comune di Bologna, nella sua figura più rappresentativa, ha proposto di vietare ai giovani l’uso di alcolici in strada nelle ore notturne nonché di imporre ai commercianti la chiusura anticipata? Preoccupati i commercianti, tranquilli gli studenti: in fondo, la possibilità di rilassarsi en plein air è garantita e l’idea di cominciare a consumare alcool dal primo pomeriggio per poi bloccarsi alla sera o travasare del buon vino (magari bianco), nelle bottiglie di plastica dell’acqua, sono sempre strategie da tenere in seria considerazione. Genialate frutto dello studio? Piuttosto questioni di prospettiva! Evidentemente, ma non è una novità, le posizioni ime possono stimolare riflessioni ben più acute dei tanto ambiti troni!

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