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14 ottobre 2006

Bologna:la dotta in trasferimento tecnologico

A meno di due settimane dal termine dell’importante corso internazionale sul trasferimento tecnologico e innovazione che ha portato presso l’Aul

A meno di due settimane dal termine dell’importante corso internazionale sul trasferimento tecnologico e innovazione che ha portato presso l’Aula Magna della Facoltà di Economia dell’Ateneo di Bologna trentasei corsisti dalle località più disparate del globo terrestre, il capoluogo emiliano è nuovamente crocevia di popoli e di dinamiche di trasferimento tecnologico grazie ad un’ennesima iniziativa promossa dall’ILO “UETP ALMA MATER” dell’Università felsinea dal titolo ‘Faro Unive III’.
Si tratta di un progetto, giunto ormai alla terza edizione, che vede protagonisti, oltre all’Alma Mater Studiorum di Bologna, nella figura della Prof.ssa Miretta Giacometti (responsabile dell’ILO, Industrial Liason Office, d’Ateneo), Università spagnole, portoghesi sud americane, oltre ad enti di sviluppo regionale. Universidad de Campinas (Brasile), Universidad Autónoma de León (Nicaragua), Universidad de Costa Rica, Universidad Católica de Chile, Universidade de Coimbra, Universidad de Salamanca: sono questi alcuni degli Atenei che dal 18 al 20 ottobre vedranno i propri rappresentanti sedersi attorno ad un tavolo con l’intento di realizzare un’analisi approfondita delle strategie di reale cooperazione tra il mondo accademico e le imprese.
Quattro i temi portanti dell’incontro-dibattito in programma presso la Facoltà di Economia dell’Università di Bologna: la divulgazione e la promozione dell’innovazione, l’identificazione delle necessità di innovazione del sistema economico, la gestione della proprietà intellettuale ai fini del trasferimento tecnologico, la cultura imprenditoriale e la creazione d’impresa. Il risultato del tavolo di confronto convergerà, inoltre, in una pubblicazione cartacea nella quale verranno presentati i principali casi di studio, relativamente alle diverse modalità per realizzare il trasferimento tecnologico tra Università e impresa, frutto dell’esperienza dei partners del progetto (politiche di promozione di spin-off accademici, di tutela della proprietà intellettuale, di sviluppo di rapporti con il territorio ecc.). Il manuale andrà ad aggiungersi ai due precedenti, prodotti nell’ambito dei precursori Faro Unive I e II che hanno visto gli stessi partners coinvolti in ulteriori meetings svoltisi a Lima, Santiago, La Plata, Coimbra, Campinas e Salamanca (sede, per altro, del coordinatore dei progetti sin dal 1996, Alberto Gudino, della Fundación General de la Universidad de Salamanca).
Il futuro di Faro Unive? E’ nelle mani della Commissione Europea che potrebbe, già dal prossimo anno, in occasione dell’avvio del VII Programma Quadro, decidere di finanziare un eventuale Faro Unive IV che, oltre ad inglobare i partners “storici”, potrebbe accoglierne anche di nuovi. Sotto a chi tocca!

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