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12 ottobre 2006

Il paese degli atenei

L’Italia è fra i primi paesi Europei per numero di atenei universitari dato che apparentemente potrebbe sembrare positivo ma così L’Italia è fra i primi paesi Europei per numero di atenei universitari dato che apparentemente potrebbe sembrare positivo ma così non è. Come è possibile che il paese che investe di meno in ricerca abbia anche il più alto numero di Atenei universitari? La risposta è semplice, invece di convogliare quelle poche risorse in grandi centri di eccellenza, si è preferito investirli in un numero spropositato di università pubbliche e private. Questo per diverse ragioni, in primo luogo, perché, soprattutto negli ultimi anni, c’è stato un vero e proprio proliferare di Atenei universitari di tutti i tipi, un po’ per accontentare il potente di turno e un po’ per tenere a bada i campanilismi locali che hanno preferito creare, anche piccoli atenei universitari in tantissimi capoluoghi di provincia. Ma i problemi non sono diminuiti, infatti come prevedibile, le grandi università italiane(Roma, Milano, Napoli, Torino, Pisa ecc.) restano congestionate da un numero enorme di studenti, mentre le piccole, non avendo grandi capacità attrattive, anche per le scarse risorse cui sono dotate, restano spesso delle cattedrali nel deserto o peggio degli atenei a buon mercato dove, studenti poco volenterosi, possono comunque avere il tanto desiderato “pezzo di carta”. In questo mare magnum è intervenuto anche il ministro Mussi che, nonostante tutto, non ha potuto far altro che constatare la situazione e fare in modo di limitare i danni. Come? Vedremo nei prossimi mesi ma la politica ci ha insegnato che c’è sempre poco da sperare!

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