• Google+
  • Commenta
9 ottobre 2006

La CRUI boccia la Finanziaria

La Conferenza dei Rettori delle Università italiane si è mostrata alquanto critica nei confronti della finanziaria 2007 varata dal Consiglio dei MinisLa Conferenza dei Rettori delle Università italiane si è mostrata alquanto critica nei confronti della finanziaria 2007 varata dal Consiglio dei Ministri venerdì 29 settembre. Nonostante nella manovra siano state inserite alcune misure definite “apprezzabili”, non si possono trascurare – secondo la Crui – “aspetti carenti, restrittivi e punitivi” che sono stati “ampiamente registrati in modo negativo dagli atenei”. Se da un lato l’istituzione di una Agenzia di valutazione del sistema universitario, lo stanziamento aggiuntivo per assumere ricercatori e l’attuazione di un unico Fondo per gli investimenti nella ricerca sono stati provvedimenti valutati positivamente, dall’altra si parla di alcuni “nodi irrisolti” che costituiscono il vero motivo di critica a questa manovra. La Crui ritiene infatti del tutto inadeguate le risposte del Governo a due esigenze per altro ampiamente condivise dallo stesso Ministro dell’Università Mussi: la consistenza del Fondo di finanziamento ordinario (FFO) – la cui somma aggiuntiva arriva a fatica a 100 milioni – e l’esclusione dell’Università dal decreto taglia-spese del luglio scorso. Di fronte ad un provvedimento simile la Conferenza dei Rettori ribatte con i numeri alla mano: “tra incrementi stipendiali non finanziati, cessazioni di cespiti temporanei, fondi già impegnati, le università pubbliche dovranno far fronte l’anno prossimo ad una spesa aggiuntiva dovuta e non comprimibile, ma priva di copertura, non inferiore a 350 milioni di euro. La non esclusione dal decreto taglia-spese comporterebbe un ulteriore onere stimabile tra i 200 e i 250 milioni di euro”. La Crui si è detta consapevole delle difficoltà del momento e delle esigenze a cui bisogna far fronte, ma anche sorpresa di un atteggiamento così miope da parte del Governo e, soprattutto, in aperta contraddizione con gli impegni presi durante la campagna elettorale di qualche mese fa. Le risposte date dal Governo sono “segno di una profonda e persistente incomprensione della realtà universitaria” e sono inoltre capaci di provocare “una situazione ingestibile ed irrecuperabile nei bilanci e nel funzionamento stesso degli atenei”. I Rettori si augurano che il Governo riconsideri i provvedimenti varati e, soprattutto, che maggioranza ed opposizione, nel corso del dibattito parlamentare sulla questione, “si impegnino con pieno senso di responsabilità per modificare nel senso indicato il provvedimento”.

Google+
© Riproduzione Riservata