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20 ottobre 2006

L’Aquila: l’Ateneo ed il territorio

Le segreterie nazionali dei sindacati FLC C.g.i.l. Università, C.i.s.l.-Federazione Università e Uil Pa-Ur congiuntamente hanno di rec
Le segreterie nazionali dei sindacati FLC C.g.i.l. Università, C.i.s.l.-Federazione Università e Uil Pa-Ur congiuntamente hanno di recente fatto il punto sui diversi temi riguardanti il comparto ed in particolare sulle questioni relative alla definizione della Legge Finanziaria per il 2007, al rinnovo contrattuale 2006-2009, alla soluzione dei problemi relativi al precariato.
Al Governo i Sindacati hanno chiesto un’inversione di tendenza, rispetto alla precedente legislatura, rilanciando subito una politica di investimenti nell’università e nei settori della conoscenza , che, oltre a garantire certezza e stabilità ad un sistema in sviluppo, fossero finalizzate al rinnovo dei contratti ed alla progressiva ma rapida stabilizzazione del personale precario.

In particolare su questi temi è stata chiesta l’apertura di un tavolo di confronto per definire il quadro strategico delle priorità e degli interventi necessari per lo sviluppo del sistema universitario con la richiesta rivolta al Governo di passare dagli annunci alle soluzioni concrete.

Oggi, nonostante lo stato di agitazione proclamato a metà settembre, dobbiamo stigmatizzare l’inesistenza di un progetto complessivo di sviluppo del sistema universitario malgrado le reiterate richieste al Ministro dell’Università di stanziamenti aggiuntivi al FFO, constatiamo con rammarico l’inadeguatezza delle risorse rispetto al tasso d’inflazione e soprattutto l’esiguità dei fondi necessari ai rinnovi contrattuali che restano a carico dei bilanci universitari. Il taglio (-10% reiterato dal decreto Bersani) alle risorse degli atenei prefigurano difficoltà nel rinnovo contrattuale.

La decurtazione del 50% delle progressioni economiche connesse con gli automatismi stipendiali di docenti e ricercatori universitari penalizza fortemente i giovani non rilanciando la qualità dell’alta formazione.
L’istituzione dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (A.N.V.U.R.) con il compito di valutare la qualità delle attività universitarie e sulle cui risultanze distribuire il FFO in base al “merito ed alla produttività”, senza aver acclarato con i lavoratori criteri e presupposti oggettivi. Da quanto detto emerge la necessità di vigilare, affinché alle parole seguano i fatti!

La crescita della conoscenza nei giovani, grazie all’attività didattica e ricerca, è il miglior investimento, a medio e lungo termine, non solo per la preparazione delle future classi dirigenti, ma anche per offrire un lavoro sempre più qualificato in un contesto sempre più globalizzato; è proprio attraverso la ricerca che si arriva all’innovazione continua per fronteggiare la competizione, a tutti i livelli, e per esportare ovunque il modello delle piccole imprese, che ha fatto la fortuna dell’Italia.

A fronte di quanto detto sullo scenario nazionale il nostro ateneo aquilano, continua a crescere (circa 26000 studenti) grazie anche alla professionalità ed all’impegno dei suoi docenti, ricercatori e tecnici, che offrono ancora una qualità di servizi oggettivamente apprezzata come riscontrato dall”indice di gradimento” della utenza. E’ ovvio però che per accogliere un’utenza in continua crescita occorrono infrastrutture e servizi che si adeguino con pari velocità.

In un contesto nazionale difficile a questo scopo è chiamata la politica, con la finanza, l’imprenditoria, e le istituzioni per la ricerca di soluzioni coraggiose, intelligenti e moderne; scommettere sull’ateneo, che dimostra con i fatti di sapersi sviluppare, contribuendo così allo sviluppo della città e del territorio. Il rapporto tra l’ateneo e la sua città deve essere vitale e di reciproco sostegno con la promozione di tutte quelle professionalità le cui ricadute si possano riversare largamente sul tessuto sociale a partire dai giovani. Sull’ateneo e sui giovani dobbiamo scommettere per diffondere cultura, istruzione, informazione, per sviluppare le intelligenze, per migliorare la ricerca e per accelerare l’innovazione nei settori arretrati invadendo i mercati al fine di sostenere l’economia e l’occupazione. Nessuno si può tirare indietro se vogliamo dare una speranza ai nostri ragazzi!

Bruno Paponetti

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