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23 ottobre 2006

Officina della Comunicazione al COM-PA

Il prossimo otto novembre presso il quartiere fieristico di Bologna, all’interno del Com-Pa, il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica, si Il prossimo otto novembre presso il quartiere fieristico di Bologna, all’interno del Com-Pa, il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica, si terrà il quarto incontro nazionale degli studenti e dei docenti di Scienze della Comunicazione. Questo convegno chiamato “L’officina della Comunicazione. Le produzioni culturali e multimediali dei Corsi di Laurea”, è dedicato alle potenzialità legate all’industria dell’informazione e della comunicazione e sarà articolato in diverse aree: l’apertura dei lavori è prevista alle 14.30 con un dibattito dal titolo “Oltre la didattica. I Corsi di Comunicazione alla prova della produzione e del mercato”, in seguito ci sarà una lezione di Janos Sandor Petofi, professore di filosofia del linguaggio all’Università di Macerata, poi inizieranno tre diverse sezioni di discussione, “La produzione scientifica e didattica. Ricerca, analisi, riflessione teorica, didattica innovativa”, “Le produzioni a stampa, audiovisive e multimediali”, “Officine alla prova del mercato”: Le conclusioni di questa lunga serie di dibattiti sono affidate al professor Mario Morcellini, presidente della Conferenza nazionale della Facoltà e dei Corsi di Laurea in Scienze della Comunicazione. Spesso si pensa ai Corsi di Comunicazioni come prettamente teorici, privi di legami con la realtà concreta della professione e con il mondo esterno, invece è tutto il contrario. L’esperienza dei Corsi che hanno aderito a questa Conferenza Nazionale sono un esempio di innovazione nel panorama dell’Università italiana, basta vedere le campagne pubblicitarie, i giornali, le radio e le tv universitarie, i tanti progetti e prodotti di corto o lungometraggio. L’obiettivo della Conferenza è proprio questo, dare visibilità a queste esperienze per partecipare ancora di più alla crescita della creatività studentesca e all’autonomia della singole sedi universitarie. Sara Sbaffi

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