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18 ottobre 2006

Trieste: i nuovi luoghi del consumo

Gabriele Qualizza, redattore di Brandforum.it, primo osservatorio italiano sul mondo delle marche e docente di Comunicazione aziendale all’Univers

Gabriele Qualizza, redattore di Brandforum.it, primo osservatorio italiano sul mondo delle marche e docente di Comunicazione aziendale all’Università di Trieste, nell’ambito del corso di laurea specialistica in “Pubblicità e comunicazione d’impresa” ha pubblicato un testo dedicato alle dinamiche emergenti nei nuovi luoghi del consumo, che verrà presentato la settimana prossima su Raisat – Gambero Rosso, nell’ambito della rubrica “Letture golose”, condotta dal giornalista Alfredo Antonaros. Se tutto diventa spazio dello shopping, musei, aeroporti, stazioni ferroviarie, in che cosa si trasforma il punto vendita? Un tema di grande attualità, viste le grandi trasformazioni di carattere strutturale che hanno investito il mondo della distribuzione. Tramontata la moda dei grandi mall d’ispirazione nord-americana, ridimensionate le irrealistiche attese, esauriti gli entusiasmi a senso unico nei confronti dei monomarca e dei megastore, oggi le suggestioni più forti vengono dal fenomeno dell’ibridazione distributiva. Sta vedendo la luce una nuova generazione di punti vendita, caratterizzati da un’offerta trasversale, che scompagina le tradizionali distinzioni tra settori e categorie merceologiche. Contenitori polifunzionali, supermercati che offrono spazi di gioco per bambini, musei che ospitano concerti e conferenze, librerie con annessa agenzia viaggi. Da Tad a Fnac, dagli epicenter Prada a 10 Corso Como: tutti questi luoghi il consumatore ha l’opportunità non solo di “acquistare”, ma anche di partecipare a eventi, presentazioni, mostre fotografiche ed esposizioni a tema. Un “gioco dei ruoli”, che consente al retailing di qualificarsi, secondo un concetto allargato di edutainment, per cui il divertimento si coniuga con l’apprendimento e con le interazioni multimediali rese possibili dagli sviluppi della tecnologia. È il caso del Thuniversum di Bolzano: non più luogo di vendita ma teatro, nel quale la messa in scena di un mondo immaginario lo shopping con “volo” in mongolfiera sulle Dolomiti offre lo spunto per procedere ad un “nuovo incantamento” del consumo. In questi contesti anche le aziende produttrici hanno molto da imparare, osservando l’interazione dei clienti con le sollecitazioni proposte. La parola d’ordine è dunque “integrazione”, tra il marketing e lo sviluppo del nuovo prodotto, tra la produzione e la logistica, tra il punto vendita e l’esperienza di consumo.

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