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11 ottobre 2006

Università in Parlamento: parla la FUCI

Il 14 settembre scorso ha avuto luogo un evento importante che si inserisce nel dibattito nazionale sull’istruzione: si è tenuta, infattiIl 14 settembre scorso ha avuto luogo un evento importante che si inserisce nel dibattito nazionale sull’istruzione: si è tenuta, infatti, un’audizione parlamentare con i rappresentanti di diverse associazioni universitarie, nell’ambito della VII Commissione “Cultura, scienza ed istruzione” della Camera dei Deputati. Presenti in aula erano l’onorevole Piero Folena, presidente della Commissione, il sottosegretario per l’università e la ricerca scientifica sen. Nando Dalla Chiesa, i diversi altri parlamentari componenti la commissione. Interessante, in proposito, è stato l’intervento del dottor Umberto Ronga (Presidenza Nazionale F.U.C.I.), autore di un’analisi accurata riguardante lo stato in cui attualmente versa l’università italiana. Il documento, preparato ed esplicato dal giovane dottor Ronga, pone l’accento in primis sul rapporto tra Università ed istituzioni, ricordando che queste ultime dovrebbero riservare alla ricerca ed all’istruzione superiore, un ruolo prioritario. Si auspica, quindi, un incremento della percentuale di PIL concessa alla ricerca, per raggiungere livelli che possano permettere competitività sul piano europeo. Inoltre, si evidenzia la necessità di dare al sitema universitario maggiore uniformità nel tempo, per evitare che la struttura tanto delicata delle istituzioni didattiche cambi come cambiano le maggioranze di governo. Si è parlato, poi, del ruolo degli studenti nel sistema accademico, ponendo l’attenzione sul fatto che l’apparato rappresentativo studentesco appare per molti versi inadeguato, se non persino poco rappresentativo: basti pensare alla scarsa percentuale di studenti che vanno a votare in occasione delle consultazioni elettorali universitarie. Inoltre è stata messa in luce la necessità di creare uno statuto degli studenti, anche per stimolare la consapevolezza del ruolo che questi svolgono nella società e quale centro dell’Università, nonchè risorsa per il futuro. E sempre proseguendo sulla questione degli studenti, si è parlato anche del loro rapporto con la legalità, tema spesso eluso. E qui si è inserito, poi, il discorso sugli studenti fuorisede, molte volte costretti a sopportare forme di illegalità quotidiana, come gli affitti in nero. Ultimo, ma non per importanza, è stato affrontato il delicato tema del rapporto tra l’Università ed il mondo del lavoro. In questo campo si nota chiaramente una grande fluidità: gli studenti, terminato il tradizionale iter formativo del 3+2, si sentono spesso smarriti in un mondo con cui pochi sono i legami, e trovano, così, forte la necessità di continuare la propria formazione dedicandosi a studi di specializzazione aggiuntivi, come i cosiddetti “master”. Nel forte senso di smarrimento dei neolaureati gioca chiaramente un ruolo importante anche la frequente mancanza di una formazione complessiva di alto livello, spesso sostituita da saperi parcellizzati. L’analisi del giovane dottor Umberto Ronga, presentata recentemente in Parlamento, sembra in effetti ben fotografare i problemi odierni di un’istituzione quale quella universitaria, che appare quasi in degrado, rendendo evidente l’urgente necessità di un intervento nel settore fondamentale della formazione superiore.

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