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27 ottobre 2006

Varese: comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario

In questi giorni gli Organi di Governo dell’Università degli Studi dell’Insubria, Senato accademico e Consiglio di Amministrazione, hanno

In questi giorni gli Organi di Governo dell’Università degli Studi dell’Insubria, Senato accademico e Consiglio di Amministrazione, hanno ricevuto e discusso il documento presentato dal «Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario», organo istituzionale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, previsto dall’articolo 2 della legge 37/99. Il comitato ha per statuto precipuamente tre compiti: fissare i criteri generali per la valutazione delle attività delle Università; predisporre una relazione annuale sulla valutazione del sistema universitario; redigere rapporti sullo stato di attuazione e sui risultati della programmazione degli Atenei. L’organo ministeriale è composto dai professori: Luigi Biggeri (presidente); Giovanni Azzone (vice presidente); Carlo Calandra Buonaura; Alessandro Corbino; Giacomo Elias; Luigi Fabbris; Patrizio Rigatti e i dottori Guido Fiegna e Daniela Primicerio.

Il comitato si è recato in visita a Varese e a Como svariate volte e, a seguito dell’ultimo incontro, ha curato la pubblicazione nel luglio 2006 di un documento sulla «Verifica dei risultati conseguiti dall’Università degli Studi dell’Insubria al termine del secondo e del terzo biennio di attività».

Da questo documento si evincono alcuni passi salienti.
«Il CNSVU nel corso del 2006 ha incontrato due volte – a gennaio e a giugno – gli organi di governo dell’Università e tutti gli attori coinvolti e interessati allo sviluppo dell’Istituzione nel territorio, i rappresentanti di tutti gli Enti locali della provincia di Como e di Varese, comprese le Camere di Commercio e il presidente di Univercomo. La particolare attenzione posta dal Comitato alla partecipazione degli Enti locali è dipesa dalla stessa struttura dell’Ateneo che si sviluppa in due sedi principali, Varese e Como».
«La versione definitiva dello statuto è entrata in vigore il 23/06/2005, le modifiche apportate hanno avuto come obiettivo quello di prevedere la partecipazione degli Enti locali nel CDA al fine di tenere conto delle esigenze territoriali nelle decisioni riguardanti lo sviluppo dell’Università. L’articolo 13 lettera h dello statuto, infatti, prevede la partecipazione di sei rappresentanti degli Enti locali individuati nell’ambito di un Accordo di Programma da stipulare, anche separatamente, con i seguenti Enti pubblici: Provincia di Como e di Varese, Comune di Como e di Varese e Camere di Commercio delle due province.
Ad oggi hanno sottoscritto tali accordi di programma: la Provincia di Varese in data 22/02/2005; la Camera di Commercio di Varese in data 19/09/2005; il Comune di Busto Arsizio in data 1/12/2005. Dal novembre 2005 i rappresentanti di questi Enti partecipano alle sedute del CDA. Il Comune di Varese sta perfezionando il proprio accordo di programma. Da ultimo anche il Comune di Saronno ha espresso l’intenzione di siglare un accordo di programma a supporto dell’Ateneo e di entrare nel suo CDA.
Per quanto riguarda la sede di Como, invece, solo la Provincia ha sottoscritto un nuovo accordo di programma, siglato in data 2 maggio 2006. Quest’ultimo oltre a prevedere un impegno generico della Provincia a supportare l’attività didattica e di ricerca dell’Ateneo, vincola le parti a realizzare un campus universitario da insediare nell’area compresa tra la via Valleggio e la via Castelnuovo, inclusa l’area dell’ex “Ospedale psichiatrico San Martino”. Per quanto riguarda gli altri Enti locali di Como, non si è ancora giunti a un accordo tra l’Ateneo e il Comune lariano e la Camera di Commercio di Como, nonché l’associazione Univercomo».
In conclusione la relazione fa notare che: «L’edilizia universitaria di Como ha subito rallentamenti a causa del complesso rapporto interlocutorio con gli enti locali, nonché a causa di fatti contingenti che hanno inevitabilmente spostato la data di consegna dell’opera.
È emersa la necessità di una collaborazione più attiva tra i diversi attori coinvolti al fine di realizzare una crescita della sede universitaria di Como attenta alle esigenze economico-produttive del territorio.
Il comitato ha sollecitato gli Enti locali a siglare gli accordi di programma e a entrare attivamente nel processo decisionale degli organi di governo dell’Ateneo mediante la partecipazione al CDA: questo consentirebbe loro di giocare un ruolo importante nello sviluppo dell’Università integrato con la realtà locale».

Queste considerazioni consentono di impostare in termini diversi e più concreti il problema dei rapporti tra Università, territorio ed Enti locali, sollevato dal dossier Univercomo e da alcune recenti polemiche pubblicate dalla stampa.

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