Unimore: mostra meraviglie dal mare

Redazione Controcampus 8 Novembre 2006

Sarà la fauna marina la protagonista della mostra “Meraviglie dal Mare: origine ed evoluzione dei pesci” organizzata dal Museo di PalSarà la fauna marina la protagonista della mostra “Meraviglie dal Mare: origine ed evoluzione dei pesci” organizzata dal Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

L’esposizione, che aprirà i battenti sabato 11 novembre 2006 al Foro Boario di Modena e resterà aperta fino al 22 dicembre, sarà completata da una ciclo itinerante di appuntamenti settimanali di approfondimento sul complesso rapporto tra la vita e il mare.

Un viaggio indietro nel tempo, molto prima della comparsa dei dinosauri, quando i mari del Cambiano, ma ancor più quelli dell’Ordoviciano, circa 500 milioni di anni fa, videro la comparsa dei primi pesci. E’ questo lo straordinario percorso a ritroso che ci farà compiere la mostra“Meraviglie dal Mare: origine ed evoluzione dei pesci”, promossa dal Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

La mostra, che sarà ufficialmente inaugurata sabato 11 novembre 2006 alle ore 16.00 presso il Foro Boario (Via Bono da Nonantola 1) a Modena e che raccoglie oltre 200 ricercati fossili di pesci marini, sarà suddivisa in due parti: la prima dedicata all’era del Paleozoico ed una seconda con fossili – per così dire – più recenti, provenienti dalle cave lombarde, dalle Cave di Bolca nel veronese nonché dal Libano. In questa parte dell’allestimento primeggerà la ricostruzione, di due metri di ampiezza, della mandibola del Carcharodon Megalodon, uno dei più giganteschi squali, esistito “solo” 15.000 milioni di anni fa.

“L’obiettivo di questo appuntamento – afferma il prof. Antonio Russo, Direttore del Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico – che si profila essere di grande interesse, e soprattutto unico nel suo genere per la gran quantità di ricercati fossili marini, vuole sottolineare il ruolo e l’importanza del mare e dei suoi abitanti nel ciclo della vita sulla Terra. Lo scoprire i tanti ed innumerevoli aspetti poco noti delle forme di vita marine che appartengono al nostro passato e al nostro presente, ma fondamentali per apprezzare a pieno l’azione di questa variegata fauna, è una delle finalità che si prefigge la mostra, proposta in una forma che sono certo farà stupire i visitatori ”.

I pesci attuali sono, infatti, il risultato di una lunghissima evoluzione che parte dal lontano Cambriano, oltre 550 milioni di anni, con cui inizia il Paleozoico, iniziato 250 milioni di anni fa. Proprio nel Paleozoico i pesci dominavano letteralmente le acque con una varietà di esemplari ineguagliata. Successivamente vi fu un apparente declino con l’estinzione di diversi gruppi. Con l’inizio del Mesozoico (250 milioni di anni fa) l’evoluzione riportò i pesci via via alla grandissima varietà attuale: oltre 25.000 specie, che popolano tutte le acque del nostro Pianeta.

“Nella lunga e complessa storia evolutiva dei pesci, – continua il prof. Antonio Russo – il Mesozoico costituisce un momento fondamentale e permane ben rappresentato nei giacimenti italiani con un grande numero di esemplari, spesso ottimamente conservati e arrivati a noi attraverso un’elevata varietà di forme che rendono oltremodo interessante la ittiofauna italiana. Questi fossili sono oggetto di accurati studi e ricerche, eseguiti sul tipo di nuoto, sulla loro dieta, sulla riproduzione o crescita, svolti col preciso intento di risalire e catturare conoscenze sul modo di vita di questi organismi e sulla caratterizzazione dell’ambiente nel quale erano accolti”.

“Il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena a questa importante ricognizione scientifica – commenta il prof. Andrea Landi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena – si inserisce in un quadro di interventi tesi a valorizzare le istituzioni culturali attive sul nostro territorio e a promuoverne le iniziative: il Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con la sua meritoria attività di divulgazione scientifica rivolta al pubblico, rappresenta un punto di riferimento per la città, e in particolare per le scuole, che possono trarre da queste sedi un indispensabile supporto alla didattica”.

La mostra visitabile fino a venerdì 22 dicembre 2006 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, mentre il sabato e la domenica aprirà dalle10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, sarà ad ingresso gratuito con offerta libera, il cui ricavato sarà interamente devoluto a favore del Centro Culturale “Giacomo Alberione: giovani e comunicazione” di Modena.

“Con enormi sforzi e scarse risorse – afferma il prof. Gian Carlo Pellacani Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – ogni anno, grazie al nostro Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico, riusciamo ad offrire alla città appuntamenti scientifico-culturali di assoluta eccellenza, che testimoniano la volontà dell’Ateneo di rappresentarsi come un luogo aperto, di confronto, di scambio tra le persone e tra l’istituzione e la società. Mai a Modena è approdata una mostra tanto completa e ricca e per la prima volta in Italia si è tentata un’operazione di tale portata e di queste dimensioni, accomunando reperti provenienti da un gran numero di giacimenti. Ad ulteriore riprova del legame che intendiamo instaurare con la città ricordo che l’incasso andrà a sostenere un importante progetto dell’Associazione culturale , per la realizzazione a Modena di un centro giovanile”.

Come corollario alla mostra, il Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico ha organizzato quattro incontri itineranti in città dal titolo “La Vita e il Mare: passato e presente”, che approfondiranno acquisizioni passate e recenti sul rapporto tra vita della fauna marina e vita terrestre.

Gli incontri, resi possibili grazie al sostegno della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, della CNA, della Ascom-Confcommercio, di Legacoop Modena e di Abitcoop e della Banca San Geminiano e San Prospero-Gruppo Banca Popolare di Verona e Novara verranno ospitati nelle loro rispettive sale conferenze e si terranno a cadenza settimanale nell’arco di tempo che va dal 15 novembre al 6 dicembre 2006.

“La decisione di organizzare questi appuntamenti scientifici fuori dai santuari culturali – spiega il prof. Antonio Russo – muove dalla precisa volontà di far partecipi dei saperi e delle ricerche accademici tutta quanta la comunità. La cultura per identificarsi col progresso deve diventare un fatto quanto più condiviso e noi come Ateneo intendiamo essere i primi ad impegnarci attorno a questo preciso obiettivo, perché avvertiamo la responsabilità morale e civile di promuovere la diffusione delle conoscenze. Per questo ringraziamo in maniera convinta quanti ci hanno sostenuto ed incoraggiato, assicurandoci il loro contributo”.

Gli appuntamenti:

Mercoledì 15 novembre 2006 alle ore 21.00 presso la Sala Bassoli del Forum Monzani
(via Aristotele 4) a Modena, il prof. Andrea Tintori dell’Università di Milano presenterà “I pesci: 500 milioni di anni fa”.

Mercoledì 22 novembre 2006 alle ore 21.00 presso la Sala Riunioni della CNA
(via Malavolti 27) a Modena il prof. Gian Paolo Rossini dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia affronterà il tema “Il mare: una risorsa di cui (pre)occuparsi”.

Mercoledì 29 novembre 2006 alle ore 21.00 presso la Sala Riunioni Ascom-Confocommercio
(via Begarelli 31) a Modena la dott.ssa Cristina Lombardo dell’Università Statale di Milano illustrerà i “Tesori triassici italiani: i pesci fossili delle Alpi”.

Mercoledì 6 dicembre 2006 alle ore 21.00 presso la Sala Riunioni di Legacoop
(viale Fabriani 120) a Modena il prof. Antonio Russo dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia farà conoscere “Il mondo sconosciuto dei mari tropicali: le scogliere coralline”.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto