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30 dicembre 2006

Architettura alla galleria nazionale d’arte moderna

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ospita fino a febbraio 2007 due mostre in cui protagonista assoluta è l’architettura europea d

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ospita fino a febbraio 2007 due mostre in cui protagonista assoluta è l’architettura europea del novecento: una dedicata all’architetto austriaco Adolfo Loos (1870-1933), l’altra all’italiano Enrico Del Debbio (1891-1973). Con un permesso, che è possibile ritirare allo sportello “Tesserini”, gli utenti della Biblioteca Centrale della 1 Facoltà di Architettura “L.Quaroni” e della Facoltà di Architettura “Valle Giulia”, possono visitare gratuitamente la mostra in oggetto.
La mostra dedicata a Loos, realizzata in collaborazione con l’Istituto Storico Austriaco a Roma e l’Albertina di Vienna e curata da Richard Bosel e Vitale Zanchettin, espone per la prima volta in assoluto in Italia i progetti più importanti dell’architetto, presentati attraverso una serie di disegni autografi, modelli di ricostruzione, oltre a un centinaio di fotografie d’epoca. Il materiale documenta e esprime quella che era la concezione dell’architettura di Loos, intesa come un’arte utile, funzionale, estremamente semplificata nelle forme e mirante alla praticità. Costante è nelle sue opere la ricerca esasperata della sobrietà, una composizione giocata su volumi chiari e netti in grado di scandire con precisione gli spazi interni ed esterni. “L’evoluzione della civiltà è sinonimo dell’eliminazione dell’ornamento dall’oggetto d’uso”, scriveva Loos negli anni ’20. Una critica dunque all’ornamento, alla decorazione superflua e baroccheggiante in nome di un’architettura a misura d’uomo, che delle sue quotidiane esigenze deve sempre e comunque tenere conto. La mostra si articola in cinque sezioni, nelle quali trovano posto 190 oggetti in gran parte di provenienza viennese.
La DARC (Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee del Ministero per i beni e le attività culturali) ha curato invece la mostra dedicata a Del Debbio, architetto nostrano il cui nome è strettamente legato alla città di Roma negli anni del Ventennio fascista. La sezione centrale, la più ampia della mostra, è dedicata al Foro Italico di Roma, progetto urbano al quale Del Debbio ha lavorato per quarant’anni, dal 1928 al 1968, e la cui genesi è documentata da disegni, schizzi, fotografie e numerosi bozzetti scultorei. In questa mostra veine per la prima volta esposta una selezione di materiali provenienti dall’archivio personale di Del Debbio, donato al MAXXI nel 2003 dalla figlia dell’architetto, Gigliola, curatrice della mostra in oggetto insieme a Maria Luisa Neri, Erilde Terenzoni e Alessandra Vittorini.

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