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30 dicembre 2006

Escursione didattica a Siracusa

Si rinnova anche per il 2007 l’ormai consueto appuntamento biennale con il Teatro Greco di Siracusa: i corsi di laurea in Lettere Classiche e FilologSi rinnova anche per il 2007 l’ormai consueto appuntamento biennale con il Teatro Greco di Siracusa: i corsi di laurea in Lettere Classiche e Filologie e Letterature dell’Antichità organizzano nel periodo tra il 28 maggio e il 3 giugno un viaggio a Siracusa per assistere alle rappresentazioni teatrali organizzate dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Quest’anno saranno messi in scena ‘Eracle’ di Euripide e ‘Trachinie’ di Sofocle, due tragedie incentrate sul più grande e noto degli eroi greci, Eracle per l’appunto; l’eroe è trattatto secondo due prospettive diametralmente opposte, specchio delle enormi differenza che esistono a livello letterario e filosofico tra i due sommi rappresentanti del dramma antico.
Il numero dei partecipanti all’iniziativa organizzata dal Dipartimento di Filologia greca e latina è fissato a 25; requisito indispensabile per partecipare è l’aver sostenuto almeno tre esami di Lingua e letteratura greca (se poi avete dato anche Storia del Teatro Greco e Latino, tanto meglio per voi..). Il modello per compilare la domanda di partecipazione va ritirato presso gli studi dei proff. Belardinelli e Di Marco in orario di ricevimento, andranno compilati entro il 29 marzo e riconsegnati agli stessi docenti. L’adesione all’iniziativa vale il conseguimento di 2CFU (previa partecipazione a un ciclo obbligatorio di lezioni preparatorie per un totale di 8 ore); le spese per il viaggio, pernottamento e acquisto dei biglietti saranno a carico dello studente, a meno che la Facoltà non decida di erogare dei fondi a favore dell’iniziativa…aspetta e spera?Noi aspettiamo e speriamo, anche se nel leggere le ferree restrizioni per rientrare nei 25 fortunati, a dire il vero sale un po’ di sconforto. Da studentessa di Lettere Classiche, credo che per rivitalizzare un minimo un corso di studi considerato ormai arcaico, per non dire sorpassato, forse sarebbe stata necessaria un po’ di più di flessibilità nel coinvolgere nell’iniziativa anche studenti di altre facoltà. Molta gente pensa alle civiltà classiche come a un qualcosa di irrimediabilmente morto, come una noia mostruosa che ha tormentato le loro adoloscenze di liceali; assistere a uno spettacolo teatrale in una cornice come il teatro di Siracusa è un’epserienza unica, che forse tutti dovrebbero fare, se non altro per colmare il vuoto e la distanza che ci separa dai nostri antichi predecessori, senza i quali il teatro, nella sua complessità tematica e nella sua forma artistica, forse neppure esisterebbe.

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