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19 dicembre 2006

I progetti della Regione Campania per gli universitari napoletani

Un campus universitario nell’area dell’attuale base NATO di Bagnoli, e una città dei giovani e dell’innovazione nel ristrutturato Palazzo F

Un campus universitario nell’area dell’attuale base NATO di Bagnoli, e una città dei giovani e dell’innovazione nel ristrutturato Palazzo Fuga in Piazza Carlo III. Sono questi i due progetti che il governatore della Campania, Antonio Bassolino, propone all’interno del tavolo di confronto dell’unità di concertazione per lo sviluppo dell’area metropolitana di Napoli e della Campania, aperto per avere un confronto con il Governo nazionale.
«L’obiettivo – sottolinea Bassolino tra le pagine del suo blog (www.antoniobassolino.it) – è di accelerare e coordinare il lavoro avviato su diversi fronti per la crescita della città collegandolo alle politiche di sviluppo nazionali. Tra le opportunità che come istituzioni locali vogliamo valutare insieme al Governo, ci sono due progetti rivolti in modo particolare al mondo giovanile.
Il primo riguarda Palazzo Fuga, uno dei gioielli più affascinanti del patrimonio architettonico di Napoli. Può diventare, anche per le sue straordinarie dimensioni, una città dei giovani e dell’innovazione. Assieme a facoltà e residenze studentesche, può ospitare investimenti nazionali nel campo dell’innovazione, proponendosi così tra i luoghi più vivi e dinamici della nostra città.
Il secondo riguarda invece l’attuale area Nato di Bagnoli, che entro un anno tornerà nella disponibilità della Fondazione Banco di Napoli per l’infanzia.
L’idea, di cui si sta verificando la praticabilità, prevede l’allestimento di un Campus universitario dedicato alle materie scientifiche e programmi di formazione avanzata rivolti a studenti provenienti dai Paesi del Mediterraneo». Dunque, finalmente in Campania qualcosa si muove sotto il profilo dei finanziamenti all’università. Non dobbiamo però dimenticare come, annualmente, a causa della risicata disponibilità dei fondi destinati alle ADISU (Aziende per il diritto all’istruzione superiore universitaria finanziate dalla Regione), sempre meno studenti idonei possono effettivamente beneficiare di una borsa di studio. Insomma, tanto è stato fatto e tanto ancora si potrà fare per migliore il sistema universitario campano.

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