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5 dicembre 2006

La Banca finanzia gli studi

Sulla scia di Stati Uniti e Inghilterra, anche in Italia arrivano i finanziamenti per gli studenti. Basta essere iscritti ad una delle facoltà Sulla scia di Stati Uniti e Inghilterra, anche in Italia arrivano i finanziamenti per gli studenti. Basta essere iscritti ad una delle facoltà aderenti all’iniziativa ed essere pienamente in regola con il conseguimento dei crediti universitari per poter beneficiare del cosiddetto "prestito-ponte". Banca Intesa, per esempio, offre agli studenti in regola la possibilità di ricevere in prestito la somma di 5-6 mila euro annui per l’intera durata del corso di studi senza alcuna garanzia. Il processo di restituzione rateale dell’intero importo, con un tasso che sfiora il 6% e che deve avvenire in un periodo non superiore agli otto anni, avrà inizio solo dopo un anno dal termine degli studi (se tutto va bene!). L’anno che decorre tra la fine degli studi e l’inizio del pagamento delle rate equivarrebbe, secondo gli amministratori di Banca Intesa, al tempo necessario ad uno studente per trovare un buon lavoro. Peccato che non viviamo nel "Paese delle Meraviglie" e che purtroppo in Italia un buon percorso di studi non significa necessariamente un buon lavoro e soprattutto non entro un anno. E questo sembrano saperlo bene anche quelli di Capitalia-Banca di Roma visto che hanno deciso di non concedere il prestito d’onore a chi è iscritto ad una facoltà letteraria. In quale pianeta un laureato di lettere trova lavoro entro un anno dalla laurea? Troppo rischioso sicuramente prestare loro dei soldi senza garanzia. E infatti loro non glieli danno! Anche la storia del "senza garanzia" non è del tutto esatta. Sicuramente lo studente non dovrà gravare su amici e parenti per ricevere firme di garanzia ma spetterà alle Università stipulare una convenzione con la banca "benefattrice" istituendo un fondo garanzia. Ma dove prenderà l’Università i soldi necessari? Questo non si sa e non è forse un caso che la maggior parte delle Università aderenti all’ iniziativa siano istituti privati. "Il diritto allo studio è per tutti", questo lo slogan del prestito-ponte ed è un peccato che queste parole siano associate all’idea di un’istituto bancario pronto a bussare dopo un anno alla porta del neo laureato, lavoratore precario se sarà fortunato, per battere cassa.

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