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6 dicembre 2006

La Piemonte Orientale ai vertici della ricerca italiana

Lunedì 4 dicembre “Il Sole 24 Ore” ha pubblicato alcuni dati elaborati dal Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (Lunedì 4 dicembre “Il Sole 24 Ore” ha pubblicato alcuni dati elaborati dal Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR), organo operativo all’interno del Ministero dell’Università e della Ricerca. E’ stata realizzata una classifica relativa alla qualità della ricerca scientifica italiana, attraverso un confronto tra ben 58 atenei statali. La graduatoria delle università per produttività viene stilata sulla base dei programmi di ricerca, dei giudizi riportati su scala nazionale, dei numeri delle persone impiegate. L’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” risulta occupare il terzo posto. Il rettore Prof. Paolo Garbarino non può che dichiararsi entusiasta dell’obiettivo raggiunto: “ L’essere terzi, con 26 posizioni di distacco dalle altre università piemontesi, ci riempie di soddisfazione e ci ripaga della grandi fatiche che tutto il personale docente, ricercatore, tecnico-amministrativo, compie ogni giorno per garantire l’eccellenza dell’Ateneo”. Volendo infatti fare un rapido confronto con gli atenei vicini, l’Università degli Studi di Torino è al ventinovesimo posto, il Politecnico di Torino al trentaduesimo posto, l’Università di Genova al quindicesimo, l’Università degli Studi di Pavia al ventiseiesimo, il Politecnico di Milano al trentaquattresimo. Niente male anche i risultati del rating delle singole aree scientifiche: la Piemonte Orientale si aggiudica la prima posizione nella classifica delle Scienze Fisiche, la terza posizione nelle Scienze Chimiche e la settima posizione nelle Scienze Mediche e nelle Scienze Piloriche e Sociali. L’ateneo occupa la posizione numero 33 per la capacità di attirare fondi per la ricerca da parte di enti privati. E’ una graduatoria che viene calcolata relativamente alla media dei fondi che ciascun docente riesce ad attirare dai finanziatori. La Piemonte Orientale riesce ad incassare circa 16 mila Euro contro i 77 mila dell’Università di Trento. Questo perché, come spiega lo stesso rettore, l’ateneo è ancora molto giovane avendo solo nove anni di vita: è molto ben conosciuto nel suo territorio ma c’è ancora molta strada da fare per la crescita della sua immagine all’esterno. Gli enti privati preferiscono infatti legare il loro nome ad atenei più altisonanti per storia e per tradizione, tendenza che alla Piemonte Orientale sono già ben decisi ad invertire.

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