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13 dicembre 2006

L’Università di Bergamo ti presta i soldi per pagarti gli studi

Investire sul proprio sapere. Atto impossibile in Italia. O quasi. In un società che invoglia i giovani a sgobbare sui libri fino a 25-26 anni,Investire sul proprio sapere. Atto impossibile in Italia. O quasi. In un società che invoglia i giovani a sgobbare sui libri fino a 25-26 anni, causa pessima riforma del sistema universitario, praticamente si è costretti, fino a quell’età, a dipendere economicamente dai propri genitori. Qualcuno decide di lavorare in qualche pub, in qualche negozio, certo, ma essere già laureati e lavorare come cameriere per pagarsi le tasse della specialistica o di un corso d’alta formazione, per molti potrebbe risultare quantomeno frustrante. L’Università di Bergamo, evidentemente, ha pensato a questo, con l’iniziativa di elargire prestiti fiduciari senza interessi agli studenti più meritevoli. Scade, infatti, il 22 dicembre il termine per la presentazione della domanda per tali prestiti destinati agli studenti iscritti per l’a.a. 2006/07 al primo anno dei Corsi di laurea specialistica o al quarto anno del Corso di laurea magistrale a ciclo unico. L’iniziativa, finanziata anche dalla Regione Lombardia oltre che dall’Università, prevede la concessione di somme di danaro a tasso zero, senza la necessità di presentare garanzie reali. Unico vincolo è quello di appartenere alle fasce di reddito A, B, C, D ed E, secondo la classificazione dell’ateneo lombardo. Banca Popolare di Bergamo, Credito Bergamasco e Cassa Rurale – Banca di Credito Cooperativo di Treviglio, hanno subito aderito all’iniziativa. Insomma, venire incontro alle esigenze degli studenti, specie quelle economiche, è un’azione che dovrebbero prendere molte altre università, se non lo Stato, le Regioni, le Istituzioni tutte. Avere cura dei giovani che frequentano un corso di laurea, significa soprattutto avere cura del futuro di un Paese intero.
Per ulteriori informazioni riguardanti il bando e la domanda d’ammissione all’iniziativa del prestito, visitate la pagine internet www.unibg.it.

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