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11 dicembre 2006

Operazione base lunare

La prima base lunare permanente potrebbe essere pronta per il 2024 ma gli Stati Uniti avranno bisogno dell’aiuto di altri paesi, Italia compresaLa prima base lunare permanente potrebbe essere pronta per il 2024 ma gli Stati Uniti avranno bisogno dell’aiuto di altri paesi, Italia compresa. Lo hanno dichiarato i dirigenti NASA durante una conferenza stampa che si è tenuta pochi giorni fa. Seguendo le richieste dell’amministrazione Bush, particolarmente preoccupata di non farsi superare da Cina e India nella corsa allo spazio. La costruzione potrebbe cominciare attorno al 2020 e già dopo quattro anni potrebbe esserci il primo insediamento di quattro uomini. La base dovrà sorgere in una zona sempre illuminata, in modo da sfruttare la luce solare per ottenere energia. Sarebbe inoltre opportuno trovarsi all’interno di un cratere sotto il quale vi siano grandi quantità di ghiaccio per poter ricavare acqua e ossigeno. Quest’ultimo punto è il più critico visto che per ora non è chiaro se e quanto ghiaccio d’acqua si nasconda all’ombra dei crateri. Sarà quindi necessario lanciare nei prossimi anni almeno un paio di sonde per analizzare la superficie lunare e il suo sottosuolo, operazione che coinvolgerà anche il nostro paese: sono infatti diverse le Università italiane che in collaborazione con Istituti di ricerca e ditte private sono impegnate nello sviluppo di apparecchi ideati per scovare ghiaccio d’acqua presente anche a decine di metri di profondità. Una volta realizzata, la base servirà come avamposto per le successive missioni umane su Marte.

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