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4 dicembre 2006

Perugia: laurea magistrale honoris causa al regista tedesco Edgar Reitz

Mercoledì 6 dicembre 2006 la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Perugia conferirà al regista teMercoledì 6 dicembre 2006 la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Perugia conferirà al regista tedesco Edgar Reitz la laurea magistrale honoris causa in “Storia, filologia e analisi del testo letterario”.
La cerimonia, aperta al pubblico, si terrà mercoledì, alle ore 11, nell’Aula Magna dell’Ateneo e sarà presieduta dal Magnifico Rettore, professore Francesco Bistoni. Reitz terrà la sua lectio doctoralis dal titolo Film e tempo.
Il conferimento della laurea magistrale honoris causa a Reitz rientra fra le iniziative per il VII centenario di fondazione dell’Università degli Studi di Perugia (1308-2008).
Esponente di rilievo del Nuovo Cinema Tedesco – si sottolinea nella motivazione della laurea magistrale honoris causa -, Edgar Reitz ha dispiegato la sua attività cinematografica nel campo della sperimentazione e della didattica, fondando nel 1962 la Scuola di Cinema, affiancando al lavoro creativo una significativa produzione pubblicistica, che ne conferma la vocazione letteraria. L’opera sua più importante, la “Trilogia di Heimat”, ha suscitato l’attenzione e il riconoscimento internazionali, ad essa il regista ha dedicato venticinque anni di lavoro, per proporzioni (trenta episodi per un totale di oltre cinquanta ore di film) e complessità di concezione (vi si narra un secolo di storia tedesca: dalla fine della prima guerra mondiale al capodanno del nuovo millennio) rappresenta un unicum nella storia del cinema. Caratterizzata per l’ampio respiro narrativo la Trilogia di Heimat trova l’equivalente letterario nel grande romanzo, sia come riflessione sulla storia (Tolstòj), sia come evocazione del tempo (Proust). Per la presentazione delle varie parti di Heimat Reitz ha sempre scelto la Mostra del Cinema di Venezia, ribadendo il legame privilegiato con un Paese, l’Italia, che lo ha ricambiato con l’apprezzamento per l’alta qualità del suo lavoro, a testimonianza di un cinema di autore, iscritto nella migliore tradizione europea.
La giornata del 6 dicembre, concepita come Omaggio a Edgar Reitz, oltre alla cerimonia di laurea, proseguirà con la proiezione, alle ore 17, al Teatro Morlacchi, di Heimat Fragmente, film del regista tedesco presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, cui seguirà l’incontro con l’Autore. La proiezione, a ingresso libero, apre la sezione dedicata all’opera di Reitz da Batik Film Festival, che continuerà nei giorni seguenti con la rassegna dell’intera trilogia.
A chiusura della giornata, alle ore 21, al Teatro Pavone, per iniziativa dell’Associazione Amici della Musica, in collaborazione con la Deutsche Akademie/ Istituto di Cultura Italo Tedesca, si terrà il concerto liederistico di Salome Kammer, protagonista femminile dei due ultimi Heimat, accompagnata al pianoforte dal Maestro Rudi Spring. Il concerto ha per titolo Lieder aus der Heimat-Lieder in der Fremde (Canzoni dalla patria – canzoni in terra straniera), in programma canzoni di Kurt Weill, Hanns Eisler, Robert Schumann, George Gershwin.

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Edgar Reitz
Nato a Morbach nel 1932, è stato uno dei firmatari del Manifesto di Oberhausen, che nel 1962 proclamò la morte del “cinema di papà”. L’anno seguente fonda la Scuola del Cinema di Ulm, cui seguono importanti lavori nell’ambito del cinema sperimentale. Il suo primo lungometraggio, Mahlzeiten, insignito del premio per la migliore opera prima alla Mostra del Cinema di Venezia del 1967, segna l’inizio del Nuovo Cinema Tedesco. Sempre a Venezia nel 1984 raggiunge notorietà e successo internazionali con Heimat, cui faranno seguito nel 1992 Heimat 2 e nel 2004 Heimat 3, per un totale di circa 60 ore di proiezione, grandiosa opera di narrazione cinematografica, in cui Reitz racconta un secolo di storia tedesca. Per la sua ampiezza e la vastità di ispirazione la trilogia di Heimat rappresenta un unicum nella storia del cinema, una riflessione sul tempo e la storia tale da poter essere accostata al Tolstoj di Guerra e pace o al Proust della Ricerca del tempo perduto. Con tale gesto l’Ateneo perugino, luogo d’incontro di studenti italiani e stranieri si riconosce nell’ispirazione europea, che ha sempre sostenuto l’opera di Reitz, ne apprezza il significato, nella trasmissione alle nuove generazioni del valore della storia, e rileva la qualità dell’impegno artistico, sottolineando la particolare risonanza incontrata nel nostro Paese.

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