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23 dicembre 2006

Politecnico delle marche: biotecnologia e uva

Anche la vite come le altre piante coltivate possono ricevere dalla biotecnologia un aiuto prezioso per il miglioramento della loro produzione sia

Anche la vite come le altre piante coltivate possono ricevere dalla biotecnologia un aiuto prezioso per il miglioramento della loro produzione sia quantitativa che qualitativa. Recentemente a livello comunitario è stata presentata una proposta intesa ad aggiornare alcune disposizioni in materia di coltivazione della vite e materiali usati per la propagazione delle piante come uso dei tralci erbacei e micropropagazione. Già nel 1990 l’UE si era espressa sulle varietà geneticamente modificate. L’attuale proposta prevede che anche per la vite OGM è stata prevista una specifica autorizzazione da concedere solo dopo essere stati effettuati tutti gli accertamenti e prese tutte le cautele del caso per non mettere a rischio la salute dell’uomo. Istituzioni pubbliche e private lavorano per migliorare le piante coltivate utilizzando le nuove conoscenze genetiche. Le innovazioni in questo settore non devono preoccupare, ma anzi devono essere auspicate per gli evidenti miglioramenti che possono offrire. I vitigni possono essere resi più resistenti alla peronospera eliminando i relativi trattamenti antiparassitari ed evitando le conseguenze negative finora ottenute con le tecniche tradizionali, tanto che la legislazione italiana le impedisce al contrario di quella francese. Ci si chiede, allora perché opporsi all’OGM precludendo aprioristicamente per legge tali esperimenti. Occorre considerare, invece, i cambiamenti che saranno inevitabilmente prodotti nel mondo dall’impiego di nuovi e vantaggiosi OGM e le ripercussioni che potranno determinarsi anche nei paesi che decidessero di non seguire questa strada.
Anche a Teramo, alla Facoltà di Agraria si è tenuto a Giugno di quest’anno da Silviero Sansavini, direttore del Dipartimento di Colture arboree dell’Università di Bologna, il seminario dal titolo “Miglioramento genetico delle pomacee e contributo italiano al rinnovamento varietale”. Gli obiettivi del convegno riguardavano i metodi di selezione, le nuove varietà e tendenze a livello europeo nelle preferenze dei consumatori. Sono stati analizzati i miglioramenti genetici nelle pomacee, ossia le piante da frutto. Sul loro contributo ad accrescere la salubrità delle piante riuscendo anche ad ottimizzarne il gusto, il colore e il calibro dei frutti. Sansavini ha illustrato le scelte dei consumatori europei nell’acquisto della frutta, orientate sempre più verso una perfezione sia visiva che di gusto.

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