• Google+
  • Commenta
13 dicembre 2006

Unimore: Modena invia tardigradi nello spazio

Minuscoli animali, i tardigradi, allevati presso il Dipartimento di Biologia Animale dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emili

Minuscoli animali, i tardigradi, allevati presso il Dipartimento di Biologia Animale dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, voleranno nello spazio il prossimo autunno. I singolari esemplari saranno ospiti della Missione russa Foton – M3. L’iniziativa, promossa nell’ambito del Progetto MoMa, affidata al coordinamento scientifico della prof. ssa Lorena Rebecchi.

La prossima missione spaziale russa Foton – M3 recherà a bordo anche ospiti modenesi provenienti dal Dipartimento di Biologia Animale dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Saranno minuscoli invertebrati, i tardigradi, animali molto diffusi, ma poco conosciuti, che devono il loro nome ad un illustre docente reggiano Lazzaro Spallanzani.

“Questi microscopici organismi – spiega la prof. ssa Lorena Rebecchi, professore associato di Zoologia alla facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Ateneo emiliano – possiedono la particolarità di sopravvivere naturalmente in condizioni di totale essiccamento, di congelamento (anche a bassissime temperature), di forti pressioni idrostatiche e di massicce dosi di radiazioni”.

Per queste loro caratteristiche i tardigradi sono uno dei pochi gruppi animali, scelti dall’ASI – Agenzia Spaziale Italiana e dall’ESA – European Space Agency per esperimenti da condurre a bordo del veicolo russo, che verrà lanciato prevedibilmente nell’autunno del 2007.

“La ricerca in campo spaziale – continua la prof. ssa Lorena Rebecchi – si è resa possibile grazie alle conoscenze acquisite a livello locale su diversificati e importanti aspetti della biologia dei tardigradi: linee di ricerca, avviate dal professor Roberto Bertolani, ordinario di zoologia, che da diversi decenni identificano il nostro Ateneo come uno dei centri di eccellenza e di riferimento a livello internazionale per lo studio di questi particolari animali”.

Il progetto universitario modenese si inquadra nell’area di ricerca dedicata agli organismi, nell’ambito del Progetto nazionale MoMa (Applicazioni Biotecnologiche dalle Molecole all’Uomo: La Ricerca Spaziale applicata al miglioramento della qualità della Vita della popolazione anziana), finanziato dall’ASI e coordinato dall’Università di Udine.

“La presenza di ricercatori del nostro Ateneo in questo strategico Progetto internazionale –commenta il Pro Rettore prof. Rodolfo Cecchi – è l’ulteriore segno della qualità raggiunta con le sue attività dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e, soprattutto, fa comprendere di quale e quanto prestigio godano i nostri docenti e ricercatori, cui sempre più frequentemente è affidato il coordinamento di studi con una forte valenza scientifica e culturale, oltre che economico-sociale. Credo si debba tutti quanti essere fieri di questa simbolica bandierina di Modena che porteremo nello spazio”.

Il progetto MoMa coinvolge 38 tra le più importanti istituzioni di ricerca italiane e 10 imprese del settore aerospaziale ed è finalizzato all’individuazione di misure per prevenire gli effetti delle radiazioni ed alla comprensione degli effetti della microgravità sugli organismi. In particolare, prevede lo studio degli effetti dell’ambiente spaziale sulla struttura e sulla funzione delle molecole biologiche, sulla fisiologia cellulare, sulla fisiologia di piccoli animali e sull’uomo per raggiungere un duplice obiettivo: sviluppare contromisure innovative per la salute degli astronauti in ambiente extraterrestre e trovare soluzioni ai problemi legati all’invecchiamento.

“Questi studi – avverte il Preside della facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia prof. Stefano Ferrari – hanno una fondamentale importanza scientifica in quanto identificano un modello animale utile allo sviluppo delle ricerche nel settore dell’invecchiamento. Inoltre, ci si possono attendere anche importanti ritorni in ambito strategico quali spin-off industriali per lo sviluppo di biotecnologie cellulari e molecolari, collaborazioni internazionali, sviluppo della conoscenza e dell’eccellenza scientifica e occupazione qualificata”.

Per raggiungere questi obiettivi MoMa, al quale ci si dedicano complessivamente in Italia circa 250 fra assegnisti e dottorandi di ricerca, è suddiviso in 3 aree e 10 linee scientifiche, che interagiranno con il settore industriale, a cui spetterà il ruolo di sviluppare applicazioni biotecnologiche spaziali e strumenti scientifici.

Coordinatore dell’unità di ricerca modenese è la prof. ssa Lorena Rebecchi, cui è stato destinato uno specifico finanziamento di 110.000 euro.

“Questi studi sono la chiara dimostrazione che aspetti applicativi della ricerca hanno le loro radici nella ricerca di base e, in questo caso particolare, in studi sui tardigradi che da anni vengono effettuati presso il Dipartimento di Biologia Animale. I nostri ricercatori – chiarisce la prof. ssa M. Agnese Sabatini, Direttore del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia – utilizzeranno questa missione spaziale per sviluppare indagini sulle molecole che consentono ad alcuni organismi di sopportare stress tipici di ambienti estremi”.

Nell’ambito di MoMa sarà compito dell’unità di ricerca modenese sviluppare il Progetto ASSC-TARSE: , utilizzando tardigradi, raccolti nella nostra provincia e selezionati ed allevati in laboratorio, al fine di carpire i segreti delle molecole che consentono a questi piccoli animali di resistere a stress non sopportati dalla maggior parte degli altri animali.

“Attraverso il confronto fra esperimenti a terra in cui tardigradi attivi, o essiccati (ma in grado di tornare alla vita attiva quando reidratati), saranno esposti a microgravità simulata o ad irradiazione ed esperimenti condotti a bordo del Foton – M3, – ci dice la prof. ssa Lorena Rebecchi – si cercherà di individuare e caratterizzare molecole utilizzabili per la conservazione a lungo termine di organi e tessuti, per la salvaguardia della salute umana e come contromisure di effetti negativi di stress”.

Le ricerche che verranno condotte in ambito modenese sono rese possibili dalla presenza di un attrezzato e qualificato Laboratorio universitario per questo tipo di indagini, dedicato allo studio degli adattamenti evolutivi, dotato di sofistica strumentazione all’avanguardia, il cui acquisto si è reso possibile anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

“Il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, per la quale il sostegno alla ricerca scientifica e tecnologica rappresenta da sempre un obiettivo prioritario, ha consentito di acquisire strumentazioni di ultima generazione e, quindi, di attrezzare laboratori idonei a sviluppare le indagini promosse dal Dipartimento di Biologia Animale dell’Ateneo modenese-reggiano – commenta il prof. Ermanno Galli, consigliere di amministrazione della Fondazione – . Il nostro ente, inoltre, è particolarmente sensibile ai progetti in grado di favorire le sinergie tra istituzioni, potenziare lo sviluppo socio-economico e migliorare la qualità della vita: il progetto nazionale MoMa, che coinvolge numerosi enti di ricerca e imprese del settore aerospaziale, con una significativa ricaduta dal punto di vista sociale, rappresenta un esempio ideale di questa attività”.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy