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19 dicembre 2006

Unimore: sana alimentazione

L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia farà il punto sulle Linee guida per una sana alimentazione, chiave di un corrett

L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia farà il punto sulle Linee guida per una sana alimentazione, chiave di un corretto stile di vita. Una conferenza organizzata dal corso di laurea in Scienze Infermieristiche sede di Reggio Emilia e tenuta dal prof. Nino Carlo Battistini spiegherà come si è arrivati, anche in Italia, agli allarmanti numeri raggiunti dalla popolazione obesa e in soprappeso. Appuntamento mercoledì 20 dicembre 2006 presso l’Aula Magna P. Manodori a Reggio Emilia.

La popolazione dei paesi industrializzati, come l’Italia, si sta caratterizzando principalmente attorno a tre stili comportamentali, cui fanno da contrappunto altrettanti fattori di rischio sociale: l’inattività come causa di malattie; un alimentazione giornaliera non corretta e non equilibrata, fonte di un eccesso di macronutrienti (carboidrati semplici o zuccheri, grassi saturi, proteine soprattutto di origine animale), eccesso di alcool, eccesso di sale e carenza di alcuni micronutrienti fondamentali; un errato stile di vita, che induce sedentarietà, pensieri negativi, isolamento.

Questi tre fattori, non dimenticando la genetica ereditata, sono concausa tanto per bambini, quanto per adulti ed anziani, dell’incremento di soprappeso e obesità in Italia, dove si registrano 4 milioni di obesi ed il 36% di bambini in sovrappeso.

Il costo annuo per le persone cosiddette “fuori forma” e le patologie correlate è di 22,8 miliardi di euro di cui il 64% per ricoveri ospedalieri.

Saranno questi gli importanti argomenti che verranno trattati nella conferenza, ad ingresso libero, che si terrà mercoledì 20 dicembre 2006 alle ore 17.00 presso l’Aula Magna P. Manodori presso il Complesso Universitario ex Caserma Zucchi (Viale Allegri, 9) a Reggio Emilia, che vedrà salire in cattedra il prof. Nino Carlo Battistini, ordinario di Scienze Tecniche Dietetiche Applicate all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia per presentare le “Linee guida per una sana alimentazione”.

“Recenti studi di epidemiologia sull’alimentazione degli italiani – afferma il prof. Nino Carlo Battistini – ci restituiscono un quadro delle nostre abitudini alimentari non molto confortante. I cattivi comportamenti a tavola, a tutte le età, sono sempre più spesso concausa di obesità e di gravi patologie. Poche, semplici regole devono aiutarci a prevenire, con una sana alimentazione, l’insorgere di malattie e a raggiungere un corretto equilibrio tra le esigenze della nostra salute ed il piacere della buona tavola”.

Va ricordato che il nostro peso corporeo è determinato dalla interazione multipla e complessa di fattori genetici, comportamentali ed ambientali che agiscono attraverso la mediazione fisiologica dell’introito calorico e del dispendio energetico. Le errate abitudini alimentari associate ad un non corretto stile di vita hanno come conseguenza, nel lungo periodo, malnutrizione per eccesso, soprappeso ed obesità, e malnutrizione per carenza, anoressia.
L’obesità ha un effetto su morbosità e mortalità, che può portare a malattie associate e a complicanze, quali diabete di tipo 2, ipertensione arteriosa, iperlipidemie, patologia cardiovascolare, calcolosi biliare, tumori (utero, mammella e colon), patologia delle gonadi,
patologia ostetrica e perinatale, patologia respiratoria, l’apnea nel sonno, patologia osteo-articolare. Mentre la malnutrizione per carenza può contribuire, invece, a ridurre le difese immunitarie, all’invecchiamento precoce, alle osteopatie e a rischi cardiovascolari.

“Per mantenere un regime alimentare corretto – spiega il prof. Nino Carlo Battistini – basta mangiare di tutto in porzioni non eccessive, aiutandosi con una attività motoria giornaliera.
Alla base di una corretta alimentazione, c’è sempre una corretta informazione, personalmente sottolineerei l’importanza dell’ “educazione nutrizionale”, che dovrebbe essere presente in ogni ordine e grado delle nostre scuole”.

Come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbe sufficiente camminare trenta minuti al giorno per un percorso di almeno 3 Km. Questa attività deve essere costante e giornaliera, perché è proprio la costanza che aiuta a perdere peso e a garantire “benessere psico–fisico” piuttosto che 2 ore di palestra 1 volta la settimana.

Può essere di aiuto, per l’adulto, utilizzare l’indice adiposità-magrezza l’Indice di Massa Corporea, che prende in considerazione la statura e il peso dell’individuo.

“Devo però sottolineare – continua il prof. Nino Carlo Battistini – che la valutazione della situazione ponderale del singolo non si può limitare al solo calcolo dell’indice di massa corporea, questo è un valore indicativo, ma non esaustivo e in certi casi potrebbe dare indicazioni non precise. Ad esempio, un’atleta con elevata massa muscolare può avere lo stesso IMC di un suo coetaneo obeso, e ciò è attribuibile al maggior peso dei muscoli e non del suo grasso”. Va da se, quindi che occorre avvalersi, per una attenta valutazione dello stato nutrizionale nell’uomo, di personale sanitario qualifico.

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