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24 dicembre 2006

Unimore: studenti negli Stati Uniti

Studenti dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia chiamati a lavorare per uno stage alla Ohio State University (USA). Andrea Sto
Studenti dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia chiamati a lavorare per uno stage alla Ohio State University (USA). Andrea Storti e William Pinelli, studenti della Facoltà di Ingegneria si occupano di alcune fasi nella realizzazione di un veicolo ibrido, una vettura elettrica con le stesse prestazioni di una a benzina. L’esperienza resa possibile grazie a due borse di studio offerte da General Motors Corporation.

Esperienza davvero singolare e unica quella di due studenti dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, che sono stati selezionati per le loro capacità per due borse di studio di seimila euro ciascuna presso la General Motors Corporation (GM), il colosso statunitense leader mondiale nella produzione di automobili, ed ora trascorreranno un periodo di soggiorno negli Stati Uniti d’America.

Sono partiti alla fine di settembre alla volta degli Stati Uniti Andrea Storti, 25 anni, e William Pinelli, 27, ingegneri meccanici in possesso della laurea triennale, conseguita sempre presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e si tratterranno per un periodo variabile dai 6 ai 9 mesi, il tempo necessario per sviluppare e portare a termine un progetto sui veicoli ibridi presso il C.A.R. – Center for Automotive Research dell’Ohio State University, sotto la supervisione del dott. Giorgio Rizzoni, direttore del centro stesso.

Entrambi carpigiani, Andrea e William stanno completando la laurea specialistica in Ingegneria del Veicolo, presieduta dal prof. Giuseppe Cantore, e, grazie alle loro competenze e alla loro determinazione hanno avuto l’opportunità di fare il grande “salto” dall’Università all’affascinante mondo dell’automotive, collaborando con tecnici e professionisti del settore di tutto rispetto ad alcune fasi della trasformazione di un’auto a benzina in un veicolo ibrido a doppia alimentazione.

Andrea Storti si occupa dello studio di batterie al Nickel Metal Hydride (NiMH) sotto vari aspetti.
“In particolare – dichiara Andrea – dopo una lunga serie di rilevamenti sperimentali in cui verranno coinvolti tre parametri fondamentali quali temperatura, voltaggio e SOC – State of charge, ovvero livello di carica delle batterie, andrò a definire un modello matematico incline a prevedere lo stato di carica istantaneo e la risposta in tensione della batteria NiMH presente sul veicolo ibrido”.

I modelli matematici ricavati verranno utilizzati, poi, in una competizione estremamente importante, prevista per il prossimo giugno chiamata ChallengeX ( www.challengex.org ), finanziata da General Motors Corporation e dall’ U.S. Department of Energy, il Ministero dell’energia statunitense, a cui partecipano 17 tra le più importanti Università statunitensi e canadesi. Gli obiettivi principali della competizione sono quelli di portare risultati nell’ambito dell’abbassamento del consumo energetico dei veicoli e delle emissioni inquinanti a fronte di un mantenimento o di un miglioramento delle prestazioni dell’automobile.

“Sarò l’unico italiano a far parte del team ChallangeX – racconta Andrea Storti – ed è una cosa che mi rende molto orgoglioso. La strategia che abbiamo adottato è quella di sostituire il motore 4000 benzina del SUV, che General Motors ci ha dato a disposizione per le ricerche, con un 1900 Diesel con l’inserimento, sotto al sedile posteriore, di un pacco da 38 batterie NiMH da 8 Volts ciascuna”.

Il lavoro che impegna William Pinelli è centrato, invece, sul Battery Aging, l’invecchiamento delle batterie.

“I test che sto svolgendo per analizzare lo stato di aging sono di due tipi – afferma William – il capacity test e l’ EIS (electrochemical impedance spectroscopy). Si tratta di costruire e validare un modello matematico in grado di prevedere lo stato di invecchiamento e per fare questo avrò a disposizione tre tipi di batterie, che rappresentano passato presente e futuro nel settore delle automobili ibride: le Lead Acid, le Nickel Metal Hydride e le Lithium Ion. In particolare, le batterie Nickel Metal Hydride sono quelle adottate sul GM Equinox, il SUV ibridizzato che verrà impiegato dal gruppo di lavoro nel Challenge X del giugno prossimo”.

Si sentono dei privilegiati e non lo negano. E la soddisfazione proviene anche dalla fiducia che viene dimostrata ai ragazzi nonostante la loro giovane età. “Una volta alla settimana – racconta William – devo presentare alla sede di Detroit in videoconferenza i dati raccolti per decidere insieme alla ditta la strategia migliore da adottare la settimana seguente, in modo da raggiungere in fretta gli obiettivi programmati. E’ un modo di lavorare molto interessante e stimolante, perché nonostante il progetto sia impegnativo, lungo e pieno di imprevisti, gli obiettivi parziali vengono pianificati direttamente con la GM volta per volta”.

I nostri professori ¬– raccontano Andrea a William – ci avevano raccomandato di non farci illusioni sulla possibilità di un’esperienza in GM ed è stata una grande soddisfazione vedere che dagli Stati Uniti hanno dimostrato di tenere in alta considerazione le nostre origini, Modena, la Motor Valley e il nostro percorso di laurea in Ingegneria del veicolo”.

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