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17 dicembre 2006

Università all’attacco

La nuova legge Finanziaria si sa, è riuscita dove in tanti hanno fallito, ha riunito l’Italia, di destra o di sinistra, gli Italiani si sono trovati uLa nuova legge Finanziaria si sa, è riuscita dove in tanti hanno fallito, ha riunito l’Italia, di destra o di sinistra, gli Italiani si sono trovati uniti nel dire “no” alla nuova legge promossa dal governo.
Imprenditori e commercianti, liberi professionisti e lavoratori, pensionati ma soprattutto, per quel che ci interessa in questa sede, studenti.
Proprio le Università, infatti, si sono trovate ad essere maggiormente penalizzate da nuovi tagli alle spese.
Nonostante le proteste indette dal Crui (conferenza dei rettori ) sia in sedi istituzionali che in piazza, il presidente dell’associazione nonché Rettore dell’Università Federico II, Guido Trombetti ha dato vita ad un iniziativa dal significato simbolico alto e, inoltre, molto originale.
La decisione intrapresa è quella di vietare qualsiasi organizzazione di eventi che abbiano come protagonisti membri del governo in carica.
La decisione dei Rettori, sebbene possa sembrare a tratti infantile, denota il tentativo di giocarsi le ultime carte verso una legge che hanno cercato in tutti i modi di bloccare ma non ci sono riusciti.
Trombetti spiega la sua posizione dicendo che “Quello che abbiamo emesso è un comunicato secco, di poche righe, perché esprime l’amarezza infinita del mondo dell’università” insomma, quasi una dichiarazione di resa, da leggere magari con le lacrime agli occhi.
Onestamente i problemi dell’Università non sono solo legati a questioni economiche ma sono strutturali, la disorganizzazione strisciante non sempre è eliminabile con un aumento degli investimenti, il governo sicuramente ha torto nel continuare la politica delle precedenti legislature ma va detto che viviamo in un paese in cui si vuole tutto senza dare niente né è la dimostrazione la manifestazione Romana di qualche settimana fa, gli Italiani vogliono più ricerca, sanità efficiente, scuole all’avanguardia ma pagando poche tasse, finché vivremo sulla pianeta Terra bisognerà operare delle scelte.

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