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9 gennaio 2007

Bioagromed: la Ricerca a Foggia

In un periodo storico in cui si è tanto discusso e, più che altro, combattuto per non togliere al settore della Ricerca Scientifica il pIn un periodo storico in cui si è tanto discusso e, più che altro, combattuto per non togliere al settore della Ricerca Scientifica il prestigio (i soldi) che gli si voleva negare, bisogna continuare a dar respiro a quanti, nell’immoralità di uno stipendio pietoso e non proporzionato e nell’abisso tra la normativa sulla Sicurezza ed Igiene sul Lavoro e le reali condizioni del luogo lavorativo (ricordiamoci degli scandali odierni negli ospedali italiani), credono in essa. In questo ambito di incessante evoluzione nel ricercare, per rispondere alle sempre nuove esigenze della quotidianità, tecniche e tecnologie per migliorare la qualità della vita di ciascun individuo, si colloca il Bioagromed. Un progetto, Centro di Ricerca Interdipartimentale, dell’Università degli Studi di Foggia che unisce, in una stretta collaborazione, le Facoltà di Agraria e di Medicina. Obiettivo comune è sostenere l’accrescimento delle biotecnologie nel settore agro-alimentare e bio-medico, favorendo settori che, oggigiorno, sono riconosciuti dalla società come importanti per una vita sana ed equilibrata. In particolare, il Centro studia, applica e mette a punto le tecniche per valutare la qualità e la sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti in tutti i suoi processi di produzione (materia prima, trasformazione, conservazione) e dedica uno spazio per le tecniche sulla “tracciabilità” dei prodotti agro-alimentari. Seleziona, inoltre, “ceppi microbici” per migliorare i prodotti tradizionali, cercando di ottenere nutrimenti innovativi in tutta sicurezza alimentare. Sviluppa sistemi di “confezionamento attivo” dei cibi con microrganismi stabilizzati in laboratorio. Svolge, infine, sintesi di nuovi farmaci e approfondisce cure per malattie particolari, sia negli uomini che negli animali. Questo valido supporto tecnico-scientifico di cui l’ateneo foggiano si avvale, non può far altro che accrescerne il valore, consentendo alla stessa università di stare pari passo, se non proprio in testa, con gli standard europei e favorendo la competitività nel settore agro-alimentare e, magari, valorizzando gli stessi prodotti tipici pugliesi. Si potrebbero, addirittura, brevettare i risultati conseguiti con il lavoro svolto, concedendo una tutela ed un valore agli intenti pionieristici. Un plauso, dunque, alla mente di questa recente unità scientifica, il professor Loreto Gesualdo, Direttore della Cattedra di Nefrologia, Dialisi e Trapianto all’Università degli Studi di Foggia ed un grazie ai docenti tutti perché, penso, che è con l’osservazione, lo studio, l’approfondimento, l’analisi ed, infine, con la ricerca nei diversi settori che, le lacune create nel nostro habitat dalla stoltezza umana, si possono colmare. Troppe frivolezze si compiono, ancora oggi, a discapito dei consumatori finali come, prima fra tutte, una indiscriminata mala informazione su ciò che si ingerisce ogni giorno. Ma qualcosa, nell’animo dell’uomo, si sta smuovendo. Speriamo bene.

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