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25 gennaio 2007

Le Iene “scoprono” il nepotismo

Lunedì scorso nel corso dello Show “le Iene”, l’inviato Alessandro Sortino è tornato a parlare di un triste quanto frequentissimo fe

Lunedì scorso nel corso dello Show “le Iene”, l’inviato Alessandro Sortino è tornato a parlare di un triste quanto frequentissimo fenomeno dei nostri atenei: il Nepotismo.
Chi di noi non ne ha mai sentito parlare? Pochi. Chi di noi non l’ha visto accadere sotto i propri occhi trovandosi come prof. il signor X e l’anno dopo il nipote di X alla stessa cattedra? Nessuno.
Il servizio delle Iene dunque non scopre niente di nuovo ma ritorna su un famoso scandalo: quello del concorso truccato di otorinolaringoiatria del 1988. Sortino ha voluto verificare quanto nel frattempo fosse avvenuto, se qualcuno dei vincitori fosse stato costretto a lasciare il posto o avesse abbandonato spontaneamente l’immeritata cattedra.

Tutto inizia quando un gruppo di otto professori ordinari si riunisce a Salsomaggiore intorno al famoso professore di otorinolaringoiatria: Giovanni Motta, e firma un vero e proprio patto scritto che prevede il “piazzamento” di Edoardo Arslam, i figli di Motta (il professore avrebbe corretto di suo pugno i voti dei commissari) e Italo De Vicentiis.
L’anello debole fu il professor D’Angelo, assistente fidato di Motta, cui il barone affidava incartamenti e confidenze che nel 1992, quando capì di essere rimasto fuori dai giochi, denunciò l’accordo.
Furono venticinque i professori ordinari promossi in due tornate concorsuali 1988-90 e 1992-94 viziate rispettivamente dal falso e dall’abuso di ufficio, la Suprema Corte di Cassazione nel 2002 definì i Concorso truccati e i criteri utilizzati “ illogici”.” I baroni detenevano saldamente nelle loro mani il potere di gestire illecitamente i concorsi, per la cura di interessi sfacciatamente nepotistici” spiegarono i giudici nella sentenza.
Ma cosa è successo intanto? De Vicentiis padre e Motta padre sono andati in pensione, ma altri professori condannati a un anno di reclusione sono al loro posto. Il presidente della commissione che ha falsato i verbali del 1988 insegna a Cagliari e Vittorio Colletti,promosso ordinario nel concorso truccato del 1988 e condannato a un anno per gli abusi commessi del 1992, è in cattedra a Verona.
Per la Corte d’Appello “il fulcro, il gestore dei concorsi, il principale organizzatore e responsabile” fu Giovanni Motta, che gestiva l’Università come “un feudo baronale di famiglia”,ed è proprio dal figlio Gaetano che la iena si è recata per chiedere se non si sia sentito in dovere di abbandonare la cattedra.
L’atteggiamento del professore è sprezzante : “Tutti i ricorsi amministrativi sono risultati improponibili”risponde, poi incalzato dal giornalista indignato,afferma: “Un decreto ministeriale ha prescritto che non c’è interesse pubblico nel rimuoverci”.
A questo punto Sortino si reca dal Ministro dell’Università per chiedere come mai tutti i vincitori del concorso siano ancora in servizio e chiedendo spiegazioni sul decreto, Mussi da parte sua, pur non conoscendo l’atto, ha promesso che rivedrà la pratica e provvederà al più presto.
Che dite possiamo davvero sperare in una rivincita di chi ha partecipato al concorso ed è tornato a casa pur avendo un punteggio superiore rispetto a quelli di molti promossi?
Possiamo davvero credere, per una volta, ad un riscatto degli onesti sui furbi?

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