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8 gennaio 2007

Lezioni di storia all’auditorium

Riprendono domenica 14 gennaio le Lezioni di Storia dell’Auditorium Parco della Musica dedicate alla storia di Roma. Nel prossimo appuntamento sRiprendono domenica 14 gennaio le Lezioni di Storia dell’Auditorium Parco della Musica dedicate alla storia di Roma. Nel prossimo appuntamento si parlerà di un momento cruciale, altamente simbolico per Roma e con essa per un’intera civiltà: il 6 maggio 1527, giorno in cui avvenne il famoso “sacco di Roma” ad opera dei Lanzichenecchi dell’imperatore Carlo V. Questa data, secondo alcuni storici, segna la fine della stagione più intensa e dorata del Rinascimento italiano; da questo momento sullo splendore artistico e culturale di Roma prenderà il sopravvento un generale senso di paura e si sgomento. In piena epoca di Riforma luterana, sul trono del Sacro Romano Impero (che in questo momento ricopre praticamente mezza Europa) siede Carlo V, l’imperatore che di questa Riforma si farà in un certo senso garante e paladino contro un Papato sempre più lascivo, egoista e corrotto. Il sovrano “sul cui impero non tramontava mai il sole” ordina al suo fedelissimo generale il comandante Giorgio von Frundsberg una Strafexpedition nei confronti dell’Urbe e dell’allora papa Clemente VII, reo di aver sobillato i principi italiani contro l’imperatore e di aver condannato molti membri della potentissima famiglia romana dei Colonna, fedeli alleati di Carlo. Spinto da un odio viscerale verso Roma, il Papa e l’Italia, Frundsberg arrivò al punto di vendere i gioielli di sua moglie per assoldare a proprie spese 10000 mercenari, i famosi Lanzichenecchi, con i quali intendeva marciare contro la città dei Papi. Ma Frundsberg morì appena sotto le mura di Roma: quello che restava era un’orda barbara, indisciplinata e carica d’odio che si riversò con una violenza inaudita sulla città, seminando terrore, morte e distruzione tra la popolazione civile, una furia che non risparmiò neppure le opere d’arte, vittime di innumerevoli razzie. Clemente VII, chiuso dentro Castel Sant’Angelo, cercò di fermare invano quella folla impazzita a colpi di cannonate; alla fine furono più di quindicimila le vittime tra civili, cardinali, nobili. Al Papa fu imposta da Carlo una pace umiliante, ma dal canto suo l’imperatore declinò ogni sua responsabilità dall’accaduto; evidentemente neanche lui aveva immaginato una vendetta tanto atroce. A tenere la lezione sarà Antonio Pinelli, professore di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Pisa e collaboratore della pagina culturale di “Repubblica”. L’incontro si svolgerà domenica 14 nella Sala Sinopoli con ingresso libero fino a esaurimento posti.

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