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25 gennaio 2007

Palermo: Scoperta di rilievo internazionale sui meccanismi che causano l’aterosclerosi

Nuove scoperte sui meccanismi che causano l’aterosclerosi, la malattia degenerativa delle arterie prima causa di morte tra gli ipertesi, i diabe

Nuove scoperte sui meccanismi che causano l’aterosclerosi, la malattia degenerativa delle arterie prima causa di morte tra gli ipertesi, i diabetici o i malati di insufficienza renale cronica. Lo studio, che sarà pubblicato sul numero di febbraio del “Journal of Hypertension” – una delle più importanti riviste internazionali del settore – è firmato dal gruppo di ricerca del dipartimento di Medicina interna, Malattie cardiovascolari e Nefrourologiche della facoltà di Medicina dell’Università di Palermo: gruppo coordinato da Santina Cottone e da Giovanni Cerasola.
In sostanza, i ricercatori hanno scoperto che nei pazienti ipertesi il rischio di sviluppare l’aterosclerosi sia dovuto non soltanto a valori di pressione arteriosa particolarmente elevati ma dipenda in gran parte da alcune alterazioni delle funzioni svolte dal rivestimento interno delle arterie, chiamato endotelio. Queste alterazioni chimiche dell’endotelio, in particolare una ridotta capacità di produrre molecole “benefiche” rispetto a quelle con effetto negativo, causano il cosiddetto stress ossidativo.
La malattia alla lunga causa la formazione di “placche” che possono provocare l’ostruzione dell’arteria, con complicanze come cardiopatie ischemiche, ictus, aneurismi. Se infatti con il termine arteriosclerosi (malattia tipica dell’età avanzata) si intende genericamente l’indurimento e la perdita di elasticità delle pareti delle arterie, la parola aterosclerosi indica una forma particolare di questa malattia, che consiste nella formazione di “ateromi” (dal greco athere, che significa pappa, a indicare il materiale grasso contenuto nelle placche). Le lesioni, che hanno come caratteristica specifica la componente lipidica più o meno abbondante, si evolvono con il tempo: iniziano nell’infanzia come piccole strisce, a carattere reversibile, e tendono a divenire vere e proprie placche.
I ricercatori hanno poi dimostrato che l’incremento dello stress ossidativo è direttamente correlato sia al grado di infiammazione dell’arteria (quantificabile con l’aumento di una proteina, la proteina C reattiva) sia a un altro indicatore che rivela gli stati più precoci di danno all’endotelio, cioè l’aumento delle “molecole di adesione”. Nei pazienti ipertesi presi in esame è stato riscontrato l’aumento dei tre fattori.
“La scoperta – dice Cerasola – apre nuove strade alla prevenzione e alla terapia di una malattia che interessa una fascia elevata della popolazione italiana e mondiale”. La prospettiva è quella degli studi genetici da sviluppare su persone affette da ipertensione. Tipica malattia del benessere, prima causa di morte con le sue complicanze in quasi tutti i Paesi industrializzati (in Italia dal 1950 al 1970, ovvero durante il boom economico, l’aumento dei morti per cardiopatie ischemiche è stato del 461 per cento), l’aterosclerosi va combattuta innanzitutto con uno stile di vita sano, dall’alimentazione all’astensione dal fumo.

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