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30 gennaio 2007

Parthenope: nuovi spazi per l’Università a Bagnoli e nel Palazzo Fuga

In seguito al sit-in di protesta organizzato lo scorso 30 novembre davanti la nuova sede del Comune di Napoli, in via Verdi, da un gruppo di stude

In seguito al sit-in di protesta organizzato lo scorso 30 novembre davanti la nuova sede del Comune di Napoli, in via Verdi, da un gruppo di studenti dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, il sindaco Iervolino ha ricevuto una delegazione di ragazzi dell’Ateneo partenopeo per dar loro chiarimenti sulle voci che si diffondevano in città, riguardo la paventata esclusione dell’ex Istituto Universitario Navale dai importante progetti di rilancio di aree del tessuto urbano napoletano. La validità dei contenuti portati dai rappresentati e l’attenzione dei media alla vicenda, hanno fatto si che il Comune ritornasse sui suoi passi ed assegnasse anche all’Ateneo del Rettore Gennaro Ferrara importanti spazi da riqualificare. «Pochi giorni dopo la nostra protesta – ci dice Alberto Corona, rappresentante degli studenti in seno al Consiglio di amministrazione dell’Università Parthenope – la giunta comunale ha deciso d’incontrarci per parlare, in tutta libertà, del problema che avevamo sollevato in Ateneo e su tutti gli organi di stampa napoletani. L’incontro è stato molto proficuo e nel giro di nemmeno una settimana siamo riusciti ad ottenere due importanti risultati. Da un lato c’è stato comunicato per iscritto dal Presidente di Bagnoli Futura, Rocco Papa, la disponibilità a rispettare il protocollo d’intesa già esistente tra la società di riqualificazione urbana ed il nostro Ateneo e a vendere, a prezzo di costo, il terreno dove sorgerà la nuova sede della Facoltà di Scienze Motorie. Dall’altro abbiamo ottenuto un sopralluogo a Palazzo Fuga, sede della nascente “Città dei Giovani”, dove abbiamo potuto visionare gli spazi che verranno assegnati alla nostra università». Il successo ottenuto dagli studenti ha del sensazionale se si pensa che l’intero movimento di protesta è stato il frutto di un passaparola tra i ragazzi nei corridoi dell’Ateneo. Ciò dimostra, ancora una volta, come l’unione spontanea e pacifica di un gruppo di studenti sia in grado di far valere i propri diritti anche in seno agli organi più importanti di governo. Alla faccia di chi dice che gli studenti di oggi non hanno più ideali.

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