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29 gennaio 2007

Regno Unito, università “rosa”

Angela Merkel in Germania. Condoleeza Rice e Hillary Clinton negli Stati Uniti. Segolene Royal in Francia. Insomma, sembra proprio che il Potere, in tAngela Merkel in Germania. Condoleeza Rice e Hillary Clinton negli Stati Uniti. Segolene Royal in Francia. Insomma, sembra proprio che il Potere, in tutto il mondo, stia trasferendosi nelle mani delle donne. Sarà uno dei tanti segni inequivocabili del tempo che cambia? Non proprio, visto che i casi di “predominio” femminile spesso si contano sulle dita di una mano. E la situazione in campo universitario non sembra delle migliori, se è vero, come ci informa l’European University Association, che la percentuale di donne, nelle facoltà scientifiche, scende del 40% rispetto agli altri rami del sapere accademico. Proprio per questo, alcuni atenei del Regno Unito, come l’università Hallam di Sheffield, hanno deciso di proporre percorsi di formazione alternativi a tutte quelle laureande desiderose, ad esempio, di tuffarsi nel campo dell’amministrazione, riservando loro delle opportunità in aziende del settore tecnologico-scientifico. Alla Manchester University, invece, donne affermatesi a livello industriale e accademico tengono dei seminari per raccontare a giovani studentesse della loro fortunata esperienza formativa, incoraggiandole così a non abbandonare gli studi. E pensare che alcune aziende approfittano di queste tendenze neofemministe anche per questioni di marketing: come dire, dare maggiore spazio alle donne per darsi maggiore risalto sul mercato. In nome sempre di buoni propositi, sia chiaro!

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