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29 gennaio 2007

Unisa: esami e carriere nel cantiere

La guerra degli spazi, tra i dipartimenti, tra le facoltà, tra i docenti dell’Università di Salerno assume le note di una parado

La guerra degli spazi, tra i dipartimenti, tra le facoltà, tra i docenti dell’Università di Salerno assume le note di una paradossale tragedia dell’arte. L’Università denuncia se stessa e i Carabinieri mettono i sigilli ad un cantiere che deve realizzare tutte le opere di adeguamento per il vero decollo strutturale della nuova Facoltà di Medicina. A pagarne le spese i soliti studenti che, nonostante venga chiesto loro e alle loro famiglie, sacrifici economici sempre più onerosi, vengono ripagati con disagi sempre più evidenti. Due mesi senza la biblioteca scientifica (precariamente riaperta), senza un punto ristoro e costretti a studiare in mezzo ad un cantiere edile ormai perenne. Oggi, un gruppo di malcapitati studenti, sono stati trascinati in un gabbiotto abbandonato, per sostenere un esame che assurge a simbolo di protesta per la violazione di uno spazio. Si tratta di una stanza che ormai da tempo non appartiene più al dipartimento cui afferisce il docente contestatore.
Una protesta per la proprietà di cosa ? Di un bene pubblico al servizio della pubblica collettività ? Strumentalizzati gli studenti e strumentalizzati i principi che imporrebbero lo spirito di servizio al di sopra di ogni polemica di possesso politico e personale delle infrastrutture la cui vera proprietà resta dei cittadini.
Da prima dell’estate denunciamo l’abbandono della ex sede di Scienze a Baronissi.
Da quasi un anno, i disagi all’utenza e al personale incardinato sono diventati cronica normalità. La sede dell’Università di Salerno di via S. Allende, oggi famosa Facoltà di Medicina, è ormai un cantiere permanente senza custodia, senza direzione, senza vigilanza. Oggi con il sequestro e le indagini dei Carabinieri, la situazione diventa incredibilmente assurda.
L’Università di Salerno è solo l’ennesimo esempio: esprimiamo la nostra solidarietà agli studenti e ai lavoratori costretti a subire la superficiale e colpevole gestione della direzione politica ed amministrativa che, ancora una volta, delude le aspettative dei cittadini venendo meno ai suoi doveri istituzionali di organizzazione e di controllo dei beni e dei servizi pubblici.
Rivendichiamo le nostre denunce continue e dettagliate contro lo smantellamento della pubblica amministrazione che si alimenta in ogni azienda e comparto pubblico, con la mancata responsabilizzazione da parte delle “governance” di quello che deve essere un diritto fondamentale di ogni cittadino: servizi pubblici funzionali e di qualità.

il Coordinatore RdB-CUB dell’Ateneo di Salerno
Pietro Di Gennaro

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